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mercoledì 20 giugno 2012

Never like that moment - Costa a costa

Il cielo della vetta da una panca - Feel Good
Oramai è quasi una settimana che sono tornato da quella che è stata, per me, una gran bella avventura un capitolo abbastanza breve ma intenso della mia vita e magari ora a posteriori vorrei cercare di cementare nelle parole qualche altro ricordo prima che il tempo corroda il tutto lasciandomi solo il sorriso di qualcosa di bello accaduto nel passato.
Non vorrei mai dimenticare l'arrivo, quando una volta caricati dalla stazione del treno lungo la strada abbiamo visto tutti insieme il bellissimo paesaggio nascosto nella notte e potevamo ancora solo immaginare quale fosse il suo splendore alla luce del sole. La sera stessa, dopo l'indimenticabile portata unica della cena, dopo un paio di giri là buttati sulla spiaggia a tirare sassi nel mare guardando le stelle o per lo meno io mi ci ero totalmente perso in quel tappeto di luci sopra di noi davanti alla sensazione di buio infinito del mare nella notte.
La paura per l'inizio dell'avventura quando l'immaginazione di mesi e mesi iniziava a plasmarsi nella realtà ed ancora più tardi il cielo della vetta alla luce del giorno come a quella della notte davvero indimenticabile. Indimenticabile come il lungo pomeriggio passato letteralmente sulla strada cercando di capire perché nonostante ci fossero tutti i crismi per un'arrabbiatura fossi essenzialmente felice in quel momento e (almeno credo) di non essere stato l'unico.
Ma la felicità era sparsa da tutte le parti, in ogni posto mi sentivo bene, nonostante acqua fredda qualche idiozia buttata qua e là mi sentivo felice.
Le salite, la soddisfazione, il caldo. La fatica, il riposo, il tempo che a volte sembrava non finire mai ed invece a conti fatti è volato via in modo tremendamente veloce.
Non vorrei mai dimenticare quella sensazione, tutti quei momenti, tutti quei giorni e per questo sto cercando di scriverne, di ricordare perché è stato tutto talmente bello ed irripetibile come la caduta e la rabbia provata nell'unico momento in cui mi sono ritrovato solo, l'unico momento in cui mi sono sentito da solo ed è stato veramente brutto ma per fortuna è durato poco, abbastanza da rimanermi impresso, ma non così tanto da rovinare tutto.

Life isn't bad.

Potrei continuare a scrivere, provando questa sensazione di malinconia raccontando altre cose nella mia mente. Ma infondo tutta questa malinconia è il risultato della mancanza di tutta lo felicità e dello star bene consegnato ormai a tutti i ricordi rimasti.

... E pensare che proprio due anni fa' feci il tema sulla felicità alla maturità ...

martedì 10 agosto 2010

Ero ... insomma ... stavo ...


... stavo lì sdraiato, sul pavimento, disteso insomma rilassato, a fissare il vuoto rappresentato da quel soffitto bianco pieno di crepe.
Eppure, nonostante la polvere mi sembrava di stare nell'Eden, può il paradiso terrestre essere trovato sul pavimento della propria camera, fissando un vecchio soffitto che perde pezzi di intonaco e con un lampadario che prima o poi mi finirà per cadere sulla testa?
Credo di no, infondo era una illusione come ce ne sono tante, come ne troviamo tante nella nostra vita.
Credevo di aver trovato il paradiso, invece ero solo troppo pigro per trovarmi un posto migliore.
Oppure più semplicemente, per quanto strano e scomodo possa essere, era il mio posto, senza se e senza ma. Il mio.
Perché trovare, capire, quale è il proprio posto ed il proprio ruolo nella vita e nelle relazioni di tutti giorni è un compito assai arduo. Possiamo accettare semplicemente il ruolo che ci viene dato in modo molto semplicistico ed indolore, altrimenti possiamo metterci in testa di trovare il nostro di posto, il nostro ruolo e il nostro compito. La nostra destinazione, del viaggio, che facciamo seguendo la strada tortuosa che chiamiamo vita.
Ora invece sto qua a dare sfogo ai miei pensieri, curioso se mai qualcuno ne verrà a conoscenza.
Incuriosito dal perché fino a pochi giorni fa non riuscivo ad esprimere taluni concetti mentre ora mi sembra di essere un maledettissimo gayser islandese che non ha abbastanza pressione da fare concorrenza al più nostrano Etna.
Eppure anche visto il tema del discorso, il motivo è sempre quello, l'ho detto più e più volte è strano come per riuscire a trovare l'ispirazione la mente debba fare certi strani percorsi.
Ancora più strano è ciò che ci devono dire i nostri sentimenti in primis seguiti dal nostro spirito che veleggia oltre gli orizzonti della nostra ristretta mente e del nostro corpo.
Il cuore, si dovrebbe fermare, in questi casi, per così avere una vista più chiara e razionale ed invece non può, batte, batte, batte, batte senza mai fermarsi, continua a correre ininterrottamente, facendo sì che i pensieri si riempiano di passione e ritmo, di idee, insomma che le lucide e fredde affermazioni possano infuocarsi e prendere fuoco, rischiando si di fare danni come il peggiore degli incendi, ma mettendo anche quel gusto, quel qualcosa in più che lega le idee alle parole, i pensieri ai sentimenti dando un senso a tutto questo.
Ognuno, di noi ha modi differenti, (che magari nel tempo cambieranno) per poter accedere a tutto questo, io per ora ho avuto tale fortuna (o sfortuna ... sarà solo il tempo inesorabile giudice delle nostre azioni a decidere se avrò fatto bene o male, se sarò stato fortunato o sfortunato insomma). Ora dico, a voi che forse starete leggendo e che in tal caso spero avrete seguito tutto il filo del discorso, se lo trovaste questo "modo" e ve ne rendeste conto, sareste capaci di metterlo a frutto? Io non vi parlo di mettere giù quattro pensieri che ci passano per la mente come fossero letterine che si vogliono far leggere ( o si spera di far leggere per vie traverse) ad amici, amichette, spasimanti, preti confessori, madri, padri, cani, gatti e quant'altro. Ma qualcosa di più profondo come cerco di fare io qui, su questo blog, dove almeno per lungo tempo non ho mai sopratutto per i pensieri più profondo cercato l'approvazione di qualcuno ne tanto meno solo per il gusto di mettere in piazza ciò che di più profondo mi passa per la testa, altrimenti invece di sprecare da anni tempo qui sopra bastava fare qualcosa su facebook, (infondo anche lì ho la mia paginetta sconosciuta dove ogni tanto faccio qualche link personale, anche se da tempo non ci vado e comunque non si va oltre i 150 contatti) come fanno un po' tutti oggi. Tanto è vero, che di veri e propri lettori, che sanno di questo blog sono in tutto due, a cui io ne ho parlato e se ne ho parlato proprio a loro non è tanto per la fiducia che gli ripongo ma è perché i discorsi, le parole, che abbiamo condiviso sono arrivate anche se magari in poche occasioni ad un livello tale che se anche dovesse finire tutto, sarei fiero di sapere che hanno una porta sempre aperta rivolta verso i miei pensieri.
Eppure, eppure ho una sensazione, una brutta sensazione, che proprio per questo, tanto più per quanto ne ho parlato in precedenza, possa aver io stesso causato danni come ho più volte detto nei post antecedenti a questo.
Sono stato fortunato, fortunatissimo a trovare tale e grandissima ispirazione, ma se per caso un giorno dovesse venire a mancare, tutto questo mi venisse "tolto", come potrei tenere tutto questo, chiuso in pratica, ingabbiato dentro di me.
Una volta trovata questa strada con quale ... quale ... coraggio, mi si potrebbe venire a dire che tutto ciò è sbagliato? Forse è un crimine riuscire a dare un senso a tutto ciò che si pensa? Posso io, povero ed inutile essere umano, con poca stima di se avere nelle mie parole, con i miei pensieri creare un danno tanto grande a qualcun altro? Se succedesse a voi lo stesso? Cosa pensereste?
Io ... io so per certo, che mai, come in questi mesi (almeno credo), ho sognato, sperato, desiderato, lottato, espresso, idealizzato, pensato e parlato.
Per più e più motivi differenti, certo devo ammettere che molte volte è stato fatto per lo stesso motivo, con scopi differenti, ma non solo per quello.
Ed ora, ora riesco a ruota libera a dare sfogo a tutto questo, ebbene signori miei mi sento come se stessi seduto sopra un maledettissimo trono di marmo in cima al mondo, il mio mondo.
In questi momenti, in cui scrivo e mi confido è proprio così che mi sento, artefice del mio piccolo, odioso ed insulso mondo. Contorto anche,
Forse nell'ultimo anno ho vissuto tante belle esperienze quasi quante ne ho vissute in tutto il resto della mia esistenza, certo ancora oggi le esperienze, brutte e pesanti da ricordare la fanno da padrone, ma diciamo che quest'annata fin'ora, nel bene o nel male, ha avuto un bel effetto sedativo. Forse perché questo è l'annata in cui ho compiuto 18 anni, sono diventato maggiorenne, ho preso la patente e tante altre cose. Forse perché proprio allo scadere del tempo ho capito, come andava vissuta, la vita prima dei fatidici "18" così un po' alla rock 'n' roll un po' alla blues, con quelle sfumature di metal con tanto di spinta (e questa c'è da sempre) rivoluzionaria in stile punk che non guastano mai. Allora così via che riuscendo a rimanere sempre coerente con me stesso sono riuscito a vivere così come mi piace dire a me "rock 'n' roll" questi ultimi mesi di vera e propria gioventù, ed esserci risuscito proprio sul filo del gong mi da una grandissima soddisfazione.
Le cose da fare sono ancora tante, i sogni da realizzare, le idee da creare come lo sono anche i pensieri da mettere su, ma la strada è ancora tanta ed il tempo spero lo sia ancora di più. Ho paura, di quello che mi potrà succedere da adesso a domani, dopo domani e via dicendo, come la avrò per tutta la vita, ma infondo questo pizzico di paura, serve, fa bene è più salutare di tanta sicurezza. Certo un pizzico di paura non troppa è ovvio, ecco questo pizzico mi aiuta a prevedere i possibili pericoli, a pensare ad alternative e soluzioni, addirittura mi fa pensare a cose fuori da ogni contesto e senza nessun senso e ne sono contento anche se più di qualche volta mi proprio questo pizzico mi fa passare qualche notte insonne o mi fa andare per traverso una bella bibita fresca.
Ho paura che i rapporti finiscano e si chiudano. Ho paura delle conseguenze e di quello che potrei provare, ma sono fiducioso che in tal caso, prima o poi troverei una nuova via per me, per la mia vita e ricominciare a camminare su di essa.

venerdì 16 luglio 2010

2.38 it's time to write

Scrivere, cosa scrivere, cosa dire ... perché ... ne ho tanta voglia, tanto bisogno, ma poi non so cosa dire? Sempre di notte.
Forse perché la notte non ci giudica, non c'è nessuno, pronto a rispondere ... e io mi sento libero chissà ...
Ora mi trovo qui e non so cosa dire. Manca poco, resistere, resistere ancora un po' di tempo e poi tanto tempo, per riflettere, per capire ... senza parlare ... in lontananza ... chissà.
Sarà giusto? Sarà sbagliato? Non lo posso decidere io, non lo potete decidere voi, non lo può decidere nessuno. La conseguenza, la conseguenza delle mie e delle nostre azioni decidono se ciò che compiamo è giusto o sbagliato.

Ora mi è stato come dire dedicato un qualcosa ... un pensiero ... ne vado orgoglioso. Ne sono felice. Potrei anche rispondere, argomentare, placare le domande che si creano . Ma ora non posso. Non posso per mia paura, di sbagliare. Non posso perché non saprei come dire, come spiegare. Ci vuole tempo, devo capire. Intanto grazie. Ed eccovelo.

Manchi. si, mi manchi amico mio, mi mancano le nostre chiacchierate tutti i giorni a quasi ogni ora, mi mancano quelle spiritosaggini che sparavi di tanto in tanto, solo per farmi sentire meglio. si, perchè io sono sempre stata troppo presa da me stessa e dai miei problemi, futili per di più, e non ho riuscito a dare l'importanza che meritavano quei piccoli tentativi di tirarmi su. e ora, sei tu quello che ha problemi, e che ora avrebbe bisogno di me, ma tu non me lo permetti, non mi permetti neanche di provarci. lo so, non sono brava in queste cose, non ci riuscirei perchè i i tuoi dispiaceri sono molto più seri, più gravi dei tuoi. eppure, permettimi di provarci. almeno, saprei che un tentativo c'è stato, non avrei la coscienza tanto sporca, come la ho ora, lasciandoti da solo. Ti prego. Mi manchi.




Di queste parole, ne sento anche la responsabilità, il peso. Il peso di valere tanto per qualcun altro, forse senza meritarlo. Forse senza volerlo. Il peso di essere tanto senza sapere se davvero me lo sono meritato e se in futuro saprò tener fede a ciò che ho ... cioè che mi sono promesso.
Tener fede ad un impegno, ad un legame. Tanto bello, tanto forte ma allo stesso tempo tanto delicato. O almeno così è per me. Qualcosa venuto fuori dal nulla un giorno mesi fa e che da lì in poi è diventato quotidianità ... fino ad ora ...
Se fosse tutto uno sbaglio? Un errore? Non me lo potrei permettere, non me lo posso permettere. Ho sempre pensato di essere, forse, una brava persona ... ma ultimamente non so ... anche il fatto che mi ponga certe domande, certi pensieri, certe frasi ...
Poi ... poi arrivano certe cose ... cose come questo pensiero o ancora come quella serata di ormai quasi una settimana fa.
Cose che mi fanno capire, mi rendono orgoglioso. Ma mi fanno anche domandare. Domandare se quello che dico, che consiglio ... che faccio ... sia giusto. Se così non fosse non solo sbaglierei nella mia vita e questo alla fine è il problema minore, ma cosa ben peggiore incasinerei o avrei già fatto danni a chi si fida tanto di me e di quello che dico.
Ieri a quest'ora se la memoria non mi inganna, forse era più tardi, stavo prima su una sedia, poi in giro a camminare urlando. Urlando delle canzoni. Mi sentivo libero. Diamine quasi mai è successo. Poi quella musica è finita e rieccomi gettato nel mondo. Il mondo mi piace, forse non mi piace ciò che sono io. Forse mi faccio solo troppi problemi e troppe domande. Proprio parlando di musica, quella musica chiudo il discorso con un ritornello che ci sta a pennello.

Ti può sembrare una visione egoista e io eccessivo e negativo, ma non è un parere ciò che devo

fare per non cadere. Io sono realista questo è il mondo dove vivo e se ne conosci un altro fammelo
sapere.


giovedì 8 luglio 2010

Sono le 3 di notte e tutto va bene (posto concluso alle 3.27)


Le 3 ... sono le 3 di notte, che ci faccio qui?
Domanda stupida, ci scrivo, vi parlo ... insomma mi "confesso" parolone ... ma infondo non è quello che faccio?
Avrei ... avevo tante cose da dire, forse anche cose storte, fuori posto e invece ...
Invece avrò lasciato tutto nella vasca, tutti quei minuti, tutto quel tempo passato lì dentro deve avermi fatto maledettamente bene, in quei minuti come in meditazione mi sono liberato di tutto ... niente pensieri, niente paure, niente recriminazioni ... niente speranze, niente sogni e niente programmi. Beatitudine pura. Essenziale. Niente di niente solo io e il mondo intorno che girava ...
Ora invece sono le 3 di notte il mondo intorno a me è più fermo che mai mentre io sto qui e giro ... giro intorno a me ... per una volta non intorno ai miei problemi ma intorno a me ... e devo dire che è proprio una bella sensazione rilassato come non mai, la musica va' e mi scorre dentro come poche volte capita ... non è in me perché ne ho bisogno ma solo perché voglio averla, voglio sentirla ed è un gran bella cosa.
Se non mi fossi rilassato tanto, avrei parlato scritto e scritto su tante cose ... buttato qua e la un po' di pensieri ... qualche idea ... qualche sentenza ma che dire adesso in questo momento è così sono leggero, scarico e libero da qualunque cosa e questo mi basta per stare bene per ora, per questo momento. Non mi importa niente di più tardi, fra dieci minuti, un'ora, due ore .... domani ... per una volta il futuro non conta, conta adesso l'attimo il momento e cavolo se è bello. Non mi posso permettere questo lusso tanto spesso, e non so' per quanto tempo riuscirò a trovare queste occasioni ... ma non me ne frega niente di nuovo ... ora alle 3.16 sto bene.
Ho sonno. Non ho bisogno di dormire. Ho sonno.
La differenza è tanta quanta la somiglianza, se non la capite mi spiace per voi, ma allo stesso tempo non mi spiace perché non avete mai provato la differenza.
Tante cose cambieranno da questo momento in poi. Ma è naturale non è che questa è una mia affermazione, è un dato di fatto. Ora sto bene da questo momento in avanti quante possibilità ci sono che rimanga tutto così? Nessuna. Potrà difficilmente migliorare, (perché più di questo c'è solo la felicità, ma la ricerca della felicità facilmente porta all'infelicità) molto più probabilmente peggiorerà ... ma quello è dopo. Quello è più tardi, quello è tra dieci minuti, un'ora, un giorno ... e che mi importa ora che sto tanto bene di andare a pensare a quando non starò più così ? Una volta tanto ho il cuore leggero e la testa sta altrettanto bene che quasi mi sento "svolazzare" su per il cielo, cielo che non so se ora è stellato so solo che ora è il mio cielo e ci sto una favola.
Fosse sempre così non avrei bisogno di niente o quasi ... peccato che sto così bene che sembra un sogno ... anzi lo è ...
Tanto è vero che come i sogni tutto questo finirà ma va benissimo che vada in questo modo, infondo se ci piace ricordare i nostri sogni è perché sono stati belli e le cose belle ci fanno stare bene. Facile. Adesso è tutto facile, domani forse non lo sarà.