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mercoledì 20 giugno 2012

Never like that moment - Costa a costa

Il cielo della vetta da una panca - Feel Good
Oramai è quasi una settimana che sono tornato da quella che è stata, per me, una gran bella avventura un capitolo abbastanza breve ma intenso della mia vita e magari ora a posteriori vorrei cercare di cementare nelle parole qualche altro ricordo prima che il tempo corroda il tutto lasciandomi solo il sorriso di qualcosa di bello accaduto nel passato.
Non vorrei mai dimenticare l'arrivo, quando una volta caricati dalla stazione del treno lungo la strada abbiamo visto tutti insieme il bellissimo paesaggio nascosto nella notte e potevamo ancora solo immaginare quale fosse il suo splendore alla luce del sole. La sera stessa, dopo l'indimenticabile portata unica della cena, dopo un paio di giri là buttati sulla spiaggia a tirare sassi nel mare guardando le stelle o per lo meno io mi ci ero totalmente perso in quel tappeto di luci sopra di noi davanti alla sensazione di buio infinito del mare nella notte.
La paura per l'inizio dell'avventura quando l'immaginazione di mesi e mesi iniziava a plasmarsi nella realtà ed ancora più tardi il cielo della vetta alla luce del giorno come a quella della notte davvero indimenticabile. Indimenticabile come il lungo pomeriggio passato letteralmente sulla strada cercando di capire perché nonostante ci fossero tutti i crismi per un'arrabbiatura fossi essenzialmente felice in quel momento e (almeno credo) di non essere stato l'unico.
Ma la felicità era sparsa da tutte le parti, in ogni posto mi sentivo bene, nonostante acqua fredda qualche idiozia buttata qua e là mi sentivo felice.
Le salite, la soddisfazione, il caldo. La fatica, il riposo, il tempo che a volte sembrava non finire mai ed invece a conti fatti è volato via in modo tremendamente veloce.
Non vorrei mai dimenticare quella sensazione, tutti quei momenti, tutti quei giorni e per questo sto cercando di scriverne, di ricordare perché è stato tutto talmente bello ed irripetibile come la caduta e la rabbia provata nell'unico momento in cui mi sono ritrovato solo, l'unico momento in cui mi sono sentito da solo ed è stato veramente brutto ma per fortuna è durato poco, abbastanza da rimanermi impresso, ma non così tanto da rovinare tutto.

Life isn't bad.

Potrei continuare a scrivere, provando questa sensazione di malinconia raccontando altre cose nella mia mente. Ma infondo tutta questa malinconia è il risultato della mancanza di tutta lo felicità e dello star bene consegnato ormai a tutti i ricordi rimasti.

... E pensare che proprio due anni fa' feci il tema sulla felicità alla maturità ...

mercoledì 18 agosto 2010

Be ... or ... what ?

Just one more fight
About a lot of things
And I will give up everything
To be on my own again
Free again
Tante volte me lo ripeto ... ancora una battaglia, per essere me stesso ... di nuovo ... libero, ancora una volta. Questo quando penso a cose del tipo, se fossi stato qualcun'altro? Si magari che ne so, con un aspetto migliore insomma più ... più piacente, se fossi stato una persona meno timida e invece di nascondere ciò che sono molto in profondità, fare come sa fare certa gente, che ( a volte li invidio) riescono a fingere, riuscendo nei loro intenti, per poi però scoprire che valgono quanto un due di picche. Scusate ma anche l'invidia è un sentimento umano, troppo umano. Ma anche questa è una lotta, una battaglia, perché so' che se fossi stato diverso, di sicuro non sarei chi sono ora. Non sarei mai stato quello che è uno dei pochi che ti fa ridere, non sarei stato quello che sta su una panchina ad ascoltare l'amico con qualche dubbio e ne tanto meno, sarei stato fiero di tutto questo. Sarei stato più sciolto, meno pensieroso, meno consapevole forse, della responsabilità che ogni mia, ogni nostra, azione può avere su chi ci sta intorno e sopratutto su chi vuole bene. Sarei stato forse un po' più divertente, meno "tignoso" avrei lasciato andare tante cose, avrei lasciato stare tante volte. Avrei conosciuto tanta gente in più, vissuto chissà tante storie diverse, lasciato tanti dispiaceri qua e là. Insomma sarei stato quello che in gergo viene chiamato uno stronzo. Forse sarei stato più felice. Poi mi ricordo. Ancora una battaglia, ed ecco che come due giorni fa, te la ritrovi dentro casa la felicità, perché te la sei meritata ... altrimenti mai ne avrei avuto la possibilità, almeno senza giocare sporco. Certo sarei stato felice lo stesso, ma prima o poi, ne avrei dovuto fare a meno, l'avrei persa. Come se per avere un po' di luce, perdessimo per sempre il sole. Finirebbe tutto. Io il sole, che ogni tanto sorride, non lo voglio perdere, sarebbe la fine. Stesso discorso, quel giorno, quella sera. Anche di questo ho già parlato. Una panchina, due tizi e tante domande, presente e futuro mischiati in una miriade di domande, di pensieri e di sensazione, qualche sguardo, qualche sospiro e qualche momento di silenzio ... poi il ritorno, in macchina, con la musica, diavolo la musica quella maledetta, finestrino aperto, sguardo verso fuori e ti pareva lo sapevo gli occhi lacrimavano ... Per essere me stesso, per essere libero, di nuovo. La ricerca, la battaglia continua imperterrita. Si perché certi momenti, solo questo me, questo che a volte non vorrei essere, li ha potuti vivere, ne è stato capace è riuscito a guadagnarseli e sopratutto viverli nella loro interezza, nella pienezza del loro valore più antico e profondo. Grazie a questo, io, questo me, che ogni tanto non vorrei essere, ha avuto altre ragione per andare avanti, per esistere. Grazie. Per essere ancora libero da me stesso. A questo serve tutto ciò.
Siamo vivi, quando siamo qualcosa per qualcuno, se respiriamo e pensiamo ma, nessuno pensa a noi, se nessuno respira per noi, non siamo niente, non esistiamo. Vuoto, solo questo siamo. Ci sono quelle volte invece, che niente ha più senso, anche per me, cavolo se ci ho pensato alla fine. Come sarebbe. Sarebbe strana, di sicuro, differente da come la si immagina di solito. Forse niente più e basta, solo buio. Ma infondo è inutile, prima o poi ... tanto vale andare avanti, pensare a cose belle, anche dolorose a volte, per sentirsi vivi e poter esistere. La fine è inutile, l'inizio è uguale per tutti, quello che conta è quello che facciamo nel mezzo.

non è divertente quando arrivi così in alto
beh.. che tu, tu non puoi arrivare

... si è solo divertente, tanto in alto da poter, vedere, toccare il sole. Sentirsi in perfetta armonia, con tutto e con chiunque che ti frega, sta in alto. Voli. Voli, pindarici, che prima o poi, forse, finiscono in modo irrimediabilmente doloroso. Rischiare, paura, fine. Bello, ma rischioso. Vivere è rischioso, ma divertente, bello. Vivere è bello.
Io non posso vedere, provare, il futuro, le idee realizzarsi e la paure sfumare, sogni condensarsi in realtà e il mondo colorarsi, io non posso (forse) vedere tutto ciò ... perché ? Mah, una sensazione, di quelle brutte che ti si attaccano addosso come la paura. Si infondo è una paura, la solita, che mi attanaglia e mi insegue, perché una volta trovato, il perché vivere, il perché esistere, tornare nel freddo e nel buio del nulla ... non è una bella prospettiva. L'assenza dell'essenza dell'esistenza, fa paura. Anche solo a pensarlo. Vita, vivere, esistere, felicità. Il resto sta tutto tra loro. Amore, dolore e tutto il resto compresi. Io aspetto, con o senza, io vivo. Io sono, non so se sono ci vorrei essere, sono quello che sono e non per niente male.
Be or not to be
This is the question
Alla faccia di Shakespear. Who I am? This is the question.
Parole sparse, idee nascoste, sentimenti impolverati. Tutto messo insieme e poi chissà cos'altro c'è dentro.

Just one more fight
About a lot of things
And I will give up everything
To be on my own again
Free again

Se fossi stato ...
Se avessi detto ...
Se avessi fatto ...
Se avessi pensato ...
Se avessi immaginato ...
Non sarei stato io, tanto meno sarebbe stato divertente o tanto meno bello. Maybe.
Forse sono ...
Forse ho detto ...
Forse ho fatto ...
Forse ho pensato ...
Forse ho immaginato ...
Per questo sono io, per questo è stato divertente e bello. Forse ... forse qualcosa era meglio ... saltarla ecco ....
Menomale che almeno la vita ogni tanto sorride (e ogni tanto sorride proprio bene, tipo arcobaleno, con la faccia di una stupida emoticon) e insomma, si va avanti si lotta per vivere.
Mannaggia a me. Che me possino ...

lunedì 16 agosto 2010

Un pezzo di felicità

Una scheggia impazzita, una pallottola partita senza preavviso, piene anzi, ricolme di quella felicità mi hanno preso in pieno. In pieno petto per essere precisi. Si perché proprio oggi, un frammento, proprio una scheggia, di felicità me la sono ritrovata dentro casa, una volta tanto che l'ho cercata, che l'ho chiamata, me la sono ritrovata ed eccola là. Io gli apro un piccolo spiraglio dalla porta, titubo ... «No ma dai, non ci credo, se ma quando mai ... » sono le frasi che la mente mi ripete una volta dietro l'altra. Invece ... invece di forza quasi ma fa sbattere la faccia contro la porta ed ecco che cotanta pallottola impazzita è entrata dentro casa. Che bello, una tantum stavo tanto bene qua in mezzo a tutto questo becero casino, un ora. un'ora e mezzo è durato il tutto in live. Quasi un remake. Come riascoltare un disco, quel disco bello e potente, unico, miscela di sensazioni e parole, il disco perfetto per ogni occasione quello da tirare fuori tanto nei momenti più bui come nei momenti più colorati e felici. Sinceramente, nemmeno ci speravo, rassegnato al progetto della fuga e invece toh, vedete perché la vita infondo è bella?
Infondo il resto della giornata era stato così e così, vivacchiato, ma in quel poco lasso di tempo posso dire di aver sfruttato alla grande, questo dono di provare ... emozioni non solo per qualcosa di astratto, di lontano, ma anche ... diamine era tutto così reale così vero, insomma bello e distaccato. Momenti distaccati dal tempo e dallo spazio. Un'ora e qualcosa che sono diventati giorni, mesi, anni e lustri. Infondo troppo pochi, quando arrivi a qualcosa di tanto ... perfetto ... ne vuoi sempre di più. Di meglio? Forse c'è ma li si scadrebbe in altre situazioni, altre idee .... così invece è stato bello e basta. Come quando ci si riposa non tanto dopo una grande fatica, ma dopo aver fatto qualcosa di soddisfacente, per il nostro corpo e il nostro essere più profondo. Poi vabbè c'è stato un remake, un altro, proprio verso la fine, verso i saluti, questa particella di felicità si è trasformata in un fascio di luce, luce di quella che riscalda i cuori e non la sola carne e camminando (si insomma un fascio di luce che cammina) mi ha circondato, mi ha stretto, mi ha invaso con tutta l'energia, si insomma proprio un abbraccio che troppo poco, ma ancora una volta, come la prima volta, troppo mi ha dato, troppo mi ha lasciato. Proprio per questo per fregare il tempo, per non fra sì che l'abbia vinta sto scrivendo, sto fissando questi momenti vissuti, questi pensieri. Che poi tutto questo è tutto ciò che gli occhi hanno filtrato, questo è tutto ciò che ho visto con lo spirito, con l'anima, col cuore insomma, si perché in momenti come questi momenti da ricordare, il cervello va staccato. Al massimo va usato come ripostiglio, proprio per mantenere vivi e puri i ricordi, perché se fosse per i soli occhi che sono si lo specchio dell'anima, ma sono anche da parte opposta un grande filtro verso la verità. In certi casi bisognerebbe vedere più col cuore che con gli occhi. Perché sono collegati troppo vicino alla testa, tempo che la testa rovini tutto, facendoci fare calcoli in base a ciò che pensiamo di volere invece che in base a ciò che vogliamo davvero, insomma come se a volte venisse modificato ciò che vediamo, facendosi credere di stare nel giusto delle nostre azioni, mentre magari, il cuore sta lì a metà tra felicità per la soddisfazione ricevuta grazie all'intercessione della mente e con l'altra metà pesante e cupa per ciò che si è fatto senza magari tenere conto di tante altre cose.
Per questo è stato tanto bello oggi, si gli occhi c'erano, ma prima di mandare tutto alla testa, ho fatto passare tutto per il cuore, per avere tutto così come piace a me, senza filtro.
Perché il cuore è più forte della testa anche se a volte si perde per strada, perso, preso in giro, insomma ingannato da chi riesci a manipolarlo. Di contro, quando ha ragione, ha ragione non di poco ma di molto di più del testa. Molto di più. Poi insomma, ci sarebbe altro da raccontare, come la già nota, consapevolezza e di contro anche responsabilità ma anche onore, di sapere di essere tra i pochi rendere felice, di far ridere, il mio pezzetto di felicità ed è tanta robba sul serio. Grande fatica, a volte lo ammetto è vero, ma la soddisfazione come quella provata oggi, in quel momento una volta ascoltata quella frase, fidatevi ripaga di tutto. Tutto. Al 100% ci metto la firma. Quando poi, il tutto bello che finito, anche in questo momento, mentre scrivo come sempre di getto, mi ritorna in mente come è cominciato e di sicuro ne avrò già parlato, ma come cavolo può una sola stupida azione, due frasi buttate la a casaccio, cambiare, rivoluzionare, una ... forse due vite o anche più. Ve lo ripeto ... la vita non è bella per questo? Sono sicuro, che se non fosse stato, per tutto questo ad esempio moltissime cose sarebbero differenti. Non moltissime in meglio. Ancora di più oggi ne ho avuta tanta conferma, ed ho anche avuto la conferma di avere non un pizzico, ma una (scusatemi il termine) fottutamente gigantesca paura di stare, senza, di perdere tutto questo, ricordi compresi, per questo ho scritto, per questo scrivo e per questo scriverò e spero di poterne scrivere all'infinito, fino al mio ultimo giorno in questo scafandro chiamato corpo.
Sono stato uno schiavo, sono stato un Re, ora sono felice. Tutto insieme, tutto oggi, riassunto in poche parole è quello. Prima, durante e dopo. Non posso guardare al futuro con più fiducia, ma posso guardare al passato orgoglioso, con il tempo è diventato qualcosa di bellissimo. Voler avere di più, potrebbe essere naturale è nello spirito della natura umana, ma il tutto è sempre mantenuto sotto il controllo di quella di cui stavo parlando prima, dalla paura, che comunque è soppiantata da tanta di quella felicità, che ancora adesso, in questo momento potrei farci dei mattoncini e uno sopra l'altro arrivare sulla Luna e fare anche le scale a parte per riscendere. Perché doverei sempre e comunque riscendere, visto che le schegge impazzite, fino la sopra non ci arrivano. Forse. Potrei sempre essere smentito.Non sarebbe la prima volta, infondo non avrei mai creduto di essere capace, non solo di esprimere certi concetti e di poter avere la possibilità di ricevere così tante ... tante ... belle ... vibrazioni, si vibrazioni, ma tanto meno avrei mai pensato di essere capace di fare altrettanto verso altri. Si lo so di sicuro già lo avrò detto, lo avrò già raccontato minimo un'altra volta, ma permettetemi di potermi stupire, di poter gioire di qualcosa di bello, anche se è sempre lo stesso discorso, quando ci ripenso a tutto questo, con tanto di attori e sceneggiatura di questa stranissima opera non di teatro, ma di vita che sta venendo fuori, mi sembra di rivedere tutto con gli occhi di un bambino, di quelli piccoli ma non troppo, che sta imparando a camminare e che ogni tanto da solo ce la fa, con tanto di tutina e scarpette nuove e che per ogni cosa si esso un fiore o un sasso se ne stupisce. Ed io stesso mi sto stupendo per questo bel fiore che fiorisce sempre più ed ogni volta che gli rivolgo lo sguardo è solo "più", mai "meno", di prima. Ogni petalo una storia, un sorriso, un pianto. Una risata, uno scherzo, un foglietto nello zaino ed ogni parola detta. Quanti petali e tutti a loro modo bellissimi che ha questo fiore. Il mio, il nostro e spero anche il vostro (tutto per voi), fiore.

domenica 15 agosto 2010

Hello ... a man on the moon is talking to you ...


"If you believed they put a man on the moon"

In momento questo mi piacerebbe essere lì, sulla luna. Sissignori sulla luna, il nostro tanto amato e vituperato satellite nel quale forse in un futuro potremo camminare tutti noi per davvero, facendo una normalissima passeggiata, per poi a sera una volta tornati a casa, affacciarsi dalla nostra finestra di casa ed ammirare estasiati la Terra. Bene ma in quel caso non mi piacerebbe, al mo
mento intendo, stare lì. Ora da solo, con pace e quiete davvero assoluta non sarebbe niente male, magari con un telescopio. Si un bel telescopio per osservare la vita da lontano, molto lontano. Per cercare di capire. Contemporaneamente mi piacerebbe poter vedere tutto ciò di me rimasto a casa della mia vita e vederne gli sviluppi. Insomma vedere la mia vita svolgersi ... senza di me! Sempre per lo stesso scopo, capire. Capire se ciò che facciamo (e che faccio) sia giusto, poter avere la possibilità di analizzare le varie situazioni da una distanza tale che ogni preoccupazione non possa arrivare, lucidamente, capire ragionare, insomma fare la cosa giusta per tutti, non solo per me. Magari rimanere lì un po' di tempo, tipo monaco tibetano, a riflettere, da solo. Per poi girarmi intorno a me e vedere il nulla, solo roccia, sassi e sabbia. Intorno a me il vuoto dell'infinito dello spazio. Magari, con tutta questa lontananza, potrei riuscire a staccarmi del tutti dai miei desideri e dai miei pensieri, riuscire a diventare indipendente insomma riuscire ad essere sempre me stesso indifferentemente da altri. Capire il valore vero delle cose, degli affetti e delle persone. Dei gesti più piccoli e vedere se quelli da me compiuti, nel tempo sono valsi. Ci provo in fondo, da più di qualche notte quando mi metto a scrivere qui sopra, magari facendo le 4 o le 5 ... è il momento della giornata in cui mi sento più simile a questa condizione. Se ci credete un uomo vi sta parlando dalla Luna. In questo preciso momento, sono lontano da tutti voi. Da tutto. Non sono nella sala di casa mia, non sto nemmeno scrivendo questo post ne tanto meno sto ascoltando i Doors. Sto là sopra. Sopra le teste di tutti voi, aspettate che faccia buio, alzate gli occhi al cielo e guardate la Luna, se vedete un puntino che sembra qualcosa molto vicino alla felicità quello sono io. Se mi vorrete cercare cercatemi lì sulla Luna, insieme a tutte le cose perse dal mondo e dall'umanità ... come diceva un vecchio poema cavalleresco ...
Se ci credete hanno messo un uomo sulla Luna.
Si perché in fondo, sarei potuto stare bene anche qui con voi, ma no, invece no. Troppi problemi, i sentimenti cosa bellissima ma allo stesso tempo spietata e dolorosa. Le idee che quando vanno contro qualche altra idea creano più problemi del dovuto. I sogni non realizzati e non realizzabili in partenza, che ora mi fanno compagnia qui su questo sasso argenteo gigantesco. La tristezza della cattiveria che l'uomo è riuscito nel tempo a liberare su tutto il mondo e su tutte le persone, la paura del futuro, basta. Forse un po' di musica mi basterà, insieme ad un telescopio. Magari si una radio per parlare con voi qui giù e avvertirvi di qualche pericolo, qualche errore che potreste aver fatto e aiutarvi a rimediare. Se me ne sono andato lì sopra non è per odio verso qualcuno o qualcosa, solo per stare meglio e tagliare alla radice qualsiasi problema.
Sto qui, accanto a me c'è tutto ciò che avete perso, ogni occasione, ogni pezzo d'anima, ogni lacrima che avete versato io ce l'ho qui con me. Naturalmente ci sono anche le mie e non sono certo di meno di tutte le vostre anzi. Ogni cosa racconta una storia, c'è quella bugia, detta anche a fin di bene, che però non ci ha fatto dormire la notte. Ecco qui c'è quel sogno d'amore infranto, quello che sembrava vero e vicino e che ora sta qui in frantumi. Ecco le nostre speranze e i nostri sogni svaniti, stanno tutti qua bellissimi ma impolverati ... anche la

speranza che li accompagnava è finita qui sopra, sta tutta in un grandissimo baule tutto rifinito c'è un incisione sopra " La speranza non è mai troppa", sa tanto di beffa ...

Ora mi giro c'è qualcosa di strano e luccicante, mi attira in modo particolare mi avvicino, inizia a luccicare sempre di più cavolo mi sento benissimo ecco inizio a capire cos'è. Una specie di portone, lo apro ed ecco qualcosa di immenso mi sento benissimo, non sono mai stato in uno stato come questo ... infinitamente ... felice finalmente! Allungo la mano, voglio toccare, voglio sapere cos'è ne voglio di più ... un lampo ... ed eccomi di nuovo qui insieme a voi, l'album dei Doors è arrivato alla fine "Five to One" per la precisione e io sto di nuovo nella sala, con la finestra aperta, il ronzio del freezer, il tavolo nero che scricchiola e io che penso solo a cosa ascoltare ora che è finito l'album ... mi fermo e cambio musica. Fatto, Glasvegas è quello che ho scelto come farebbe un serioso dandy con una buona bottiglia di whiskey per raccontarvi le sue ultime imprese da conquistare della vita. Io invece di quello che ho visto, nei momenti di distacco dalla vita ve li ho raccontati, il racconto è quasi finito, ora che sono tornato, so' che potrò tornare a parlare di tante cose ... insomma proprio grazie a questi bellissimi "problemi" quali sono i sentimenti, i dispiacere ed i sogni che quello che passiamo ogni giorno sulla Terra è degno di essere chiamato vita. Scappare è stato bello, tornare è stato ancora meglio, ma certo che quella porta ... la porta delle felicità ... è stata tanto vicina, ho voluto troppo, ho sbagliato, forse avrò un altra possibilità chissà ... magari anche qui, più nascosta ce n'è una ... o forse più di una ...
Un momento un'intuizione, una visione, cavolo ... ecco forse dove sono ... dentro di noi, ognuno ha la sua ... forse potremmo aprirla, da soli o farci aiutare chi sa' ... magari ... si magari insieme potremo beneficiare di quella di qualcun'altro che ci è vicino per sfruttare la nostra ... insieme, felicità ... tutti insieme ... cavolo mi piace .
Magari sarà tutto un sogno, solo parole deliranti ... sono stato per un attimo sulla Luna ed ho sognato troppo. Ed ecco che così altri sogni vanno ad aggiungersi alla collezione già ampia che c'è li sopra. Parte la caccia. La caccia alla porta della felicità.

giovedì 12 agosto 2010

I have a dream ....

Rendere concreto tutto ciò che si può immaginare è ciò che facciamo sognando. Quando sogniamo realizziamo i nostri pensieri più fantasiosi e distaccati dalla realtà.In pratica sognando realizziamo i nostri più reconditi desideri, in pratica sogniamo. Ecco cosa sono i sogni, la realizzazione dei nostri pensieri in quel piccolo spicchio di universo che ci viene concesso quando chiudiamo gli occhi e ci abbandoniamo all'esistenza stessa. La nostra esistenza.
Infondo sognare è ciò che di più antico e primordiale ci unisce tutti quanti dall'inizio dei tempi, ancora prima della scoperta degli istinti e del pensiero ricercato. Ancora prima di renderci conto che dovevamo lottare per sopravvivere lottavamo tra sogni e incubi irreali ma autentici con quanto di più triste duro ci presentasse la realtà. Alla fine da allora non è cambiato molto, ci rifugiamo chi di notte, chi di giorno, in quei luoghi passati o inventati di sana pianta dalla nostra mente. Nell'infinito del pensiero sparso nel tempo, ci perdiamo. Quando tutto ciò non riesco più a rimanere confinato nel sonno, ma inizia prima con calma per poi sempre in modo più prepotente prendere piede nella vita reale, quella di tutti i giorni veri, quella delle sconfitte e dei dolori. Quella dei desideri irrealizzabili e della malinconia di non aspettare altro che il momento di tornare in quei luoghi fantasticamente eterei con la speranza di vivere un bel sogno, magari proprio il sogno della vita. Invece in altri casi in modo davvero curioso ma allo stesso tempo deciso e sopratutto senza preavviso di sorta, elementi della nostra vita si inseriscono in tutto questo rovinando quel momento in cui ci sentiamo vicini alla perfezione dei sensi.
Insomma possono essere incubi, oppure sognare sempre la stessa cosa o persona, perché no magari proprio la persona amata tanto segretamente. Proprio per questo morboso segreto si viene a presentare, come una liberazione dalla clausura dei corpi e delle menti in sogno e quando poi ci si sveglia c'è tanto rimorso per aver rovinato tutto. Per aver scritto la parola fine su quel sogno, quel sogno vero ma sopratutto reale che ci perseguita ormai sia di nei sogni che nella realtà sapendo che solo in un caso potremo realizzare tale aspirazione e che in quel caso il tutto è ristretto al tempo che ci viene concesso dal mondo intorno a noi, dal momento in cui ci stacchiamo da tutti fino a quando la sveglia non ci riporta con odiosa precisione e modi petulanti con i piedi per terra nella nostra vita. Questo è il prezzo da pagare per realizzare ad ogni costo per essere felici anche per pochi minuti. Sinceramente non è ne bello ne tanto meno piacevole tutto questo, ma per fare di necessità virtù tiriamo avanti così. Provare certe emozioni, certe esperienze infondo se non si possono ottenere nella vita è anche giusto e lecito che ci arrangiamo come possiamo cercando di tirare avanti dentro quel vortice di segnali elettrici che ci pervadono la mente non appena entriamo nelle fasi più profonde del sonno. Ed infondo questa maledetta consapevolezza, che tutto questo dipende appunto da impulsi elettrici che ci attraversano il corpo quanto da ciò che abbiamo mangiato prima di addormentarci è davvero molto, ma molto demotivante. Anche i sogni quindi, ultimo rifugio di noi ineffabili realizzatori di pensieri fuori ogni più solida convinzione, ci sono ostili.
Da un momento all'altro possono diventare incubi e con la stessa felicità con il quale si sperava di fare un bel sogno, accogliamo l'evento del risveglio. Sognare non ce lo nega nessuno, solo che anche questo è difficile e complicato. Dividere i sogni dalle utopie, dividere ciò che ci può fare stare bene da ciò che vogliamo che ci faccia star bene, ciò che ci potrà rendere felici da ciò che crediamo ci renda felici, anche questo è un arduo compito, che dobbiamo eseguire, regole fondamentali per essere veri sognatori e non farneticanti utopistici persi nella nebbia che circonda la felicità. I sogni non fanno la felicità, ce la fanno idealizzare, la rendono concreta. Ci danno la possibilità di immaginare un vissuto futuro migliore del vissuto presente e passato. Altrimenti sarebbero totalmente inutili. Quindi non i sogni non sono ciò che vogliamo, ma sono ciò di cui abbiamo bisogno. Sono una manifestazione dell'incompletezza del nostro essere, della nostra persona, del nostro corpo e del nostro animo. Rappresentazione fugace dei sentimenti e dei desideri capaci di soppiantare la malinconia che ogni tanto si mette di traverso tra noi e la gioia di vivere quello che abbiamo. Quello che siamo. Io ho il mio di sogno, spero.

venerdì 16 luglio 2010

2.38 it's time to write

Scrivere, cosa scrivere, cosa dire ... perché ... ne ho tanta voglia, tanto bisogno, ma poi non so cosa dire? Sempre di notte.
Forse perché la notte non ci giudica, non c'è nessuno, pronto a rispondere ... e io mi sento libero chissà ...
Ora mi trovo qui e non so cosa dire. Manca poco, resistere, resistere ancora un po' di tempo e poi tanto tempo, per riflettere, per capire ... senza parlare ... in lontananza ... chissà.
Sarà giusto? Sarà sbagliato? Non lo posso decidere io, non lo potete decidere voi, non lo può decidere nessuno. La conseguenza, la conseguenza delle mie e delle nostre azioni decidono se ciò che compiamo è giusto o sbagliato.

Ora mi è stato come dire dedicato un qualcosa ... un pensiero ... ne vado orgoglioso. Ne sono felice. Potrei anche rispondere, argomentare, placare le domande che si creano . Ma ora non posso. Non posso per mia paura, di sbagliare. Non posso perché non saprei come dire, come spiegare. Ci vuole tempo, devo capire. Intanto grazie. Ed eccovelo.

Manchi. si, mi manchi amico mio, mi mancano le nostre chiacchierate tutti i giorni a quasi ogni ora, mi mancano quelle spiritosaggini che sparavi di tanto in tanto, solo per farmi sentire meglio. si, perchè io sono sempre stata troppo presa da me stessa e dai miei problemi, futili per di più, e non ho riuscito a dare l'importanza che meritavano quei piccoli tentativi di tirarmi su. e ora, sei tu quello che ha problemi, e che ora avrebbe bisogno di me, ma tu non me lo permetti, non mi permetti neanche di provarci. lo so, non sono brava in queste cose, non ci riuscirei perchè i i tuoi dispiaceri sono molto più seri, più gravi dei tuoi. eppure, permettimi di provarci. almeno, saprei che un tentativo c'è stato, non avrei la coscienza tanto sporca, come la ho ora, lasciandoti da solo. Ti prego. Mi manchi.




Di queste parole, ne sento anche la responsabilità, il peso. Il peso di valere tanto per qualcun altro, forse senza meritarlo. Forse senza volerlo. Il peso di essere tanto senza sapere se davvero me lo sono meritato e se in futuro saprò tener fede a ciò che ho ... cioè che mi sono promesso.
Tener fede ad un impegno, ad un legame. Tanto bello, tanto forte ma allo stesso tempo tanto delicato. O almeno così è per me. Qualcosa venuto fuori dal nulla un giorno mesi fa e che da lì in poi è diventato quotidianità ... fino ad ora ...
Se fosse tutto uno sbaglio? Un errore? Non me lo potrei permettere, non me lo posso permettere. Ho sempre pensato di essere, forse, una brava persona ... ma ultimamente non so ... anche il fatto che mi ponga certe domande, certi pensieri, certe frasi ...
Poi ... poi arrivano certe cose ... cose come questo pensiero o ancora come quella serata di ormai quasi una settimana fa.
Cose che mi fanno capire, mi rendono orgoglioso. Ma mi fanno anche domandare. Domandare se quello che dico, che consiglio ... che faccio ... sia giusto. Se così non fosse non solo sbaglierei nella mia vita e questo alla fine è il problema minore, ma cosa ben peggiore incasinerei o avrei già fatto danni a chi si fida tanto di me e di quello che dico.
Ieri a quest'ora se la memoria non mi inganna, forse era più tardi, stavo prima su una sedia, poi in giro a camminare urlando. Urlando delle canzoni. Mi sentivo libero. Diamine quasi mai è successo. Poi quella musica è finita e rieccomi gettato nel mondo. Il mondo mi piace, forse non mi piace ciò che sono io. Forse mi faccio solo troppi problemi e troppe domande. Proprio parlando di musica, quella musica chiudo il discorso con un ritornello che ci sta a pennello.

Ti può sembrare una visione egoista e io eccessivo e negativo, ma non è un parere ciò che devo

fare per non cadere. Io sono realista questo è il mondo dove vivo e se ne conosci un altro fammelo
sapere.


mercoledì 10 febbraio 2010

DecisaMente


Allora che ci sto (stiamo volendo il discorso si può allargare a tanta gente ... o a chiunque altro voglia ...) a fare? Quale diavolo è il mio scopo? Incompiutezza ... ecco un altra delle sensazioni che possono devastare l'animo umano almeno credo.
Almeno è così per me.
Infondo mi sono accorto che quello che scrivo qua, è stato già scritto, da tanta, troppa altra gente per pensare di aggiungere qualcosa di nuovo nel calderone della vita.
Tanta tantissima gente, più di quanta io possa pensare avrà sicuramente fatto, pensato e scritto le stesse cose del sottoscritto.
Ne sono certo. Infondo è così.
Allora se nemmeno questo può essere utile che diavolo posso fare ...
Cioè non solo per gli altri, perché bene o male per gli altri riesco a rendermi utile magari ecco ... sono utile agli altri e non sono utile a me.
Sono inutile a me stesso ...
Allora ... che cazzo si fa in questi casi è?
Poi vivere come voglio vivere io al giorno d'oggi è ancora più difficile.
Senza dare fastidio agli altri, senza bere, senza droga, senza mentire (anche se in alcuni casi la menzogna è ammessa ... anche se non dovrebbe ... ma tant'è), cercando nelle mie possibilità d'essere d'aiuto ...
Ma tanto niente ... è tutto inutile ... la vita è come un muro di gomma ... respinge tutto ciò che cerco di fare e me lo risputa in faccia beffandosi di me ...
Allora io continuo a chiedermi ... chi me lo fa fare ... ah bé certo se fossi stato un biondo cantante con una villa a Seattle ed un fucile sarebbe stata facile la risposta ... ma no ... insomma ... l'idea passa ... ma passa e se ne va ... anche perché non potrei mai ... mah ...
insomma ... (sospira e sbuffa ... chiude il post.)

domenica 7 febbraio 2010

Pensiero delirante pre-post-notturno


Allora, rieccomi qua, per parlare di me.
Per parlare da solo, di me.
Di sicuro è un ottimo modo questo per riflettere su me stesso.
Inizio davvero a preoccuparmi per me ... avrò le pigne nella testa o qualche simpatico criceto stupido?
Ok, la vita è uno schifo. Ah ah. Troppo facile buttarla così.
Perché bene o male tutti abbiamo i nostri picchi, le nostre salite, le nostre "sensazioni" come dice la mia prof. di matematica per i punti delle derivate.
Su due curve differenti che si incrociano prendi il momento in cui due punti si incrociano nelle due curve. Ora tutti e due i punti sono allo stesso punto, ma ci sono arrivati in modo differente, provano una sensazione diversa, quindi anche se tutti e due sono al loro "picco" non sono tutti e due uguali.
Portando questo discorso verso la gente, quindi riferendomi alla realtà della condizione umana potrei dire che pur arrivando tutti allo stesso picco di felicità, non saremo mai tutti felici allo stesso modo, al massimo simili.
Forse questa affermazione, non ha nessun senso ma nella mia testa ce l'ha.
Ok non avendo una traccia, una motivazione ben precisa sarà un problema mantenere il tutto unito da senso logico, ma infondo tante cose non hanno un senso.
Ora sto pensando a quanto possa essere beffarda e malvagia la vita con noi suoi "fan" che cerchiamo di viverla.
Quante volte ci si sente che fila tutto al verso giusto, che è tutto perfetto e si guarda al futuro con fierezza e decisione, sicuri che da quel momento in poi tutto sarà bello e pressoché perfetto nell'immutabilità del tempo.
Quante volte questa sensazione ci ha traditi, facendosi cadere in un baratro profondo esattamente il doppio di quanto in alto ci sentissimo poco prima?
Magari il tutto è causato solo da un nostro pensiero, una nostra paura, una sensazione del tutto infondata ... ma capita ... passare dalla felicità alla delusione non è poi così tanto difficile come si creda di solito, il confine è più sottile di quanto si possa pensare.
Quel momento, in cui ti senti da solo contro tutti, ogni tua azione sembra un errore, hai voglia di "redimerti" da chissà cosa, hai voglia di urlare al mondo perché tutto questo stia succedendo proprio a te in quel momento. Solo che il più delle volte, anzi sempre, per nostra sfortuna questo momento quando arriva dura più e più giorni. Se sei fortunato una settimana e stai apposto, forse anche meno. Ma più vai avanti con l'età, più capisci o pensi di capire quello che sei e più tutto questo dura. Il buio è in quei momenti è il nascondiglio migliore, ti ci puoi rifugiare ovunque, lì sono nascoste si le nostre paure, ma anche i nostri sogni e le nostre speranze, infrante e non. Fissare il buio, magari con un po' di musica può essere la cosa migliore per riflettere, ricaricarsi e distruggere ogni forma di sentimento nocivo per la nostra vita che in quel momento ci è venuto a rompere le scatole.
Tutto questo di solito come ho già detto avviene in modo praticamente scientifico dopo un momento di grandissima felicità e più la felicità è stata in alto ed è durata più il dolore sarà forte. Infondo non sono il primo e di sicuro non sono l'ultimo a dirlo è un fatto risaputo è ovvio.
Essendo una cosa ovvia mi fa incavolare, poiché odio le cose "ovvie" come a dire ad esempio "Tanto prima o poi finirà è ovvio".
Una frase del genere mi farebbe davvero arrabbiare. Ma perché dobbiamo metterci certi "paletti" perché non possiamo lasciare fin dall'inizio, dal primo pensiero, dalla nascita di un idea che tutto abbia infinite possibilità di svolgimento.
Già la vita è tanto cattiva quando ci si mette, in più mettiamo anche dei limiti al "fato", al destino di qualsiasi cosa e allora possiamo anche chiudere baracca e burattini.
... Ok ... il tutto non ha avuto un senso logico, per me non è un problema, tanto nessuno leggerà questo post. Nessuno mi dirà che non aveva un senso. Però lo volevo scrivere. Nessuna replica? Apposto ... al prossimo delirio notturno.

lunedì 7 dicembre 2009

Essere o non essere felici? Questo è il sogno, questo è il problema


Lo avevo già detto ieri ... ho una gran voglia di scrivere ed infatti eccomi ancora una volta, di notte, a scrivere dei miei pensieri.
Bene chissà cosa verrà fuori questa sera.
Partiamo da questo, perché io dovrei essere felice?
A bé così la cosa sembra tragica, no nemmeno per niente, vediamo come posso rielaborare il mio pensiero in modo da poter essere compreso.
Ora ci sono alcune, molte, decine di miglia-glia di persone felici in tutto il mondo.
La felicità di contro comporta l'infelicità. Infelicità che nasce nelle persone che vorrebbero essere felici. Questa è l'invidia.
Bene io non voglio essere invidioso ne tanto meno penso di esserlo.
Sono solo leggermente infelice, stato d'animo che provo ormai sempre più spesso in modo alternato al menefreghismo più assoluto per poi uno stato di allegria, che non vede l'ora di essere stroncato da un nuovo senso di infelicità.
La felicità prima o poi finisce, il che porta all'infelicità quindi all'invidia.
Io forse per mia fortuna penso di essere stato al massimo allegro, contento, gioioso ma mai felice. Di conseguenza sempre allegro, ma infelice.
La cosa letta così sembra strana, ma riflettendoci bene quando è che uno può dirsi veramente felice?
Quando si sente realizzato, apprezzato, conscio delle proprie possibilità, guardando sicuro al futuro e magari pure con un d'amore che di certo non può che far bene alla situazione generale.
Io non mi sento per niente realizzato, apprezzato (oggi un di più forse ... ma bisogna vedere se e quanto dura ...) ai minimi sindacali, non so di preciso in cosa riesco meglio ed inizio ad avere dubbi anche su tante cose che prima erano delle mie certezze, il futuro ... bé quello è una vera e propria chimera per il sottoscritto, non so nemmeno se arriverò a dopodomani ... in senso lato si intende per concludere il pizzico d'amore nemmeno a pensarci, quasi rinuncerei alla sola idea tanto mi sento "frustato" in tal senso ... ma ogni volta mi dico, va bene così c'è ancora così tanto tempo, posso aspettare, ma aspettando il tram non passa nemmeno mezzo autobus ... allora a quel punto inizio a spazientrimi ...
Avvolte ci sono casi in cui da solo l'amore riesce a farci sentire realizzati, anche saltando tutti quei punti che ho elencato prima.
Come? Semplice quando c'è l'amore vero e sincero il resto può anche farsi da parte ... infondo se non ti senti realiizato e conscio delle tue possibilità a quello ci pensa l'altra metà, se il futuro è un incognita l'importante è che sia con la persona amata quindi l'amore è la via più veloce e forse la migliore per raggiungere la felicità.
Per chi non ci riesce c'è tutto il resto, autostima, stima degli altri e certezze oltre l'orizzonte.
Il sottoscritto, nel momento in cui scrive non ha nessuna di queste.
Quindi ora come ora, tornando al quesito iniziale perché dovrei essere felice?
Non dovrei, infatti non lo sono, tutto quadra.
Per essere felice di conseguenza dovrei sperare nell'infelicità altrui, perché?
Semplice.
Allora la stima di solito verso una persona in un dato campo va sempre a scapito di un altro che perde quella stima che va all'altro, esempio tra due impiegati con un capoufficio che nel tempo leva autostima al primo aumentandola verso il secondo.
Di conseguenza il secondo impiegato aumenterà la propria autostima a scapito del primo che inizierà a chiedersi il perché di tutto questo.
Il continuo dell'esempio vede l'impiegato che ormai ha guadagnato stima che ormai è sicuro di tenere il posto e inizia ad aspirare ad una promozione, mentre l'altro inizia a pensare che sarà il prossimo sulla lista dei tagli aziendali.
Ecco pensate che io sia il secondo impiegato, quello che alla partenza sta a zero e che guadagna stima "levandola" all'altro.
Non ce la farei mai a guadagnare la mia fetta di felicità a scapito di un altro, facendogli provare l'infelicità che provo io.
L'altra via come detto è l'amore.
Stesso discorso. Solo che invece di impiegati e capoufficio si parla di fidanzate\i ex-fidanzati\e e via dicendo.
Ora direte no perché l'amore può nascere tra due persone sole senza procurare danno ad altro .
Verissimo ma è anche vero che può succedere la stessa cosa mentre già c'è amore tra altri due, quindi il classico terzo incomodo.
Anche se i due si sono lasciati, va a sapere se senza l'intervento del terzo che va a prendersi "il suo" amore, i due che erano insieme inizialmente non si sarebbero potuti riunire, per creare poi un legame forte e duraturo per sempre?
Oppure se i due si lasciassero proprio a causa del terzo, la nuova coppia sarebbe si felice ma a scapito dell'altro.
Quindi io mi sento come il terzo incomodo. Sempre e comunque, sempre per via del fatto che non posso sopportare di vivere una gioia, felice a scapito di qualcun'altro.
Quindi io al momento non posso abrogarmi il volere di essere felice.
Chi mi da il permesso o il potere di essere felice a scapito della felicità altrui?
Felicità che dal sotto scritto non è mai stata provata, quindi non ne conosco ne il gusto, ne la consistenza.
Volendo si può ricollegare anche al discorso del post che ho scritto ieri.
Realizzando i propri sogni ci sente realizzati, di conseguenza va l'auto stima e via dicendo.
Come ho detto nell'intervento precedente, non mi sembra di aver realizzato nemmeno un sogno.
Tra questi guarda un po' c'è l'amore, del quale non mi metto alla ricerca ai quattro venti oppure sbandierandolo qua e là, sarebbe come andare a cercare una cosa al supermercato .... penso che l'idea del supermercato dia bene l'idea di qualunquismo che volevo dare, mentre io penso, che l'amore non vada cercato in un supermercato ma bensì può essere trovato così per caso, d'istinto, oppure coltivato come ogni altra cosa e aspettare col tempo che dia i suoi frutti, solo che il difficile in questo caso è che a coltivarlo bisogna essere in due, altrimenti non si va da nessuna parte rischiando di cadere nella fossa dell'infelicità.
Quindi non tutte le mie speranze sono andate perdute, c'è sempre una possibilità, prima o poi sarò felice anche io, il problema è che l'illusione, non mi basta, l'attesa mi logora e francamente mi stanca anche un poco.
La speranza ancora c'è, si tira avanti, chissà però quanto durerà, perché un giorno la speranza mi abbandonerà, a quel punto l'illusione si sarà fatta da parte e rimarrà solo la triste e dura realtà che mi sbatterà addosso come un tir.
Quindi per concludere, ora come ora io non posso essere felice, perché ho paura di essere felice, per non fare infelici altre persone, quindi per questa mia paura, merito di essere infelice. Tutto quadra. Tutto torna.

Semplice no?