Fedele a me stesso. Identico a ciò che ho sempre detto.
Ce l'ho fatta a modo mio, sempre.
Di sicuro, errori ed orrori convivono insieme a tante altre cose, essere sicuro, che alla lunga una penna, una parola od una frase sia più potente di una pistola.
A volte le cose è meglio che finiscano subito, in attimo come un'esplosione, una grandissima esplosione nella notte. Una gigantesca esplosione, un flash e poi il silenzio.
Solo più tardi in lontananza si sentiranno le grida di dolore ma quello è il dopo, quello è il durante, l'esplosione è finita. Tutto è finito ed è nato qualcosa di nuovo. Per qualcosa che è nato qualcos'altro inevitabilmente è morto.
Si insomma, senza compromessi, non è colpa mia se a volte sembra sia il solo che da valore a certe parole. Non me ne frega niente se il mio essere sincero mi può far sembrare come si dice? Ah si stronzo. Oppure se trovo qualcuno degno della mia fiducia, confidargli ciò che penso e non è facile. Io non sono "una puttana", non vado a comando, non mi faccio illudere dalle parole, non mi nascondo dietro il "Si lo so che ho sbagliato ma..." . No un cazzo! Se faccio qualcosa a prescindere non lo considero uno sbaglio e ne vado fiero! Se invece commetto un errore, se sbaglio allora prendo le decisioni del caso, seguo le naturali conseguenze, cerco di riparare, di scusarmi. So prendermi le mie responsabilità, le mie rispetto gli altri.
Bisogna essere sinceri con se stessi e con gli altri, i rapporti vanno rispettati, se a qualcosa tieni lotta per quello, viene prima chi ci è intorno che noi stessi, per poter stare bene con le altre persone loro stesse in primis devono avere la possibilità di stare bene e bisogna cercare di fare il possibile per far si che lo siano. Alcuni dei mi punti cardine, che se qualcuno mi conosce o conosceva sa' che ho sempre cercato di rispettare, si lo so molto probabilmente sono solo idee mie, idee di chi non ha mai avuto molto dalla vita, di chi ha dovuto imparare a bastarsi da solo fin da quando era alto si e no un metro intuiva che la vita non sarebbe stata uno scherzo, che avrebbe dovuto imparare a cavarsela da solo a cominciare dal prendersi un bicchiere d'acqua per finire al vivere la sua esistenza.
Perché chi non riconosce tutto questo, chi da tutto per scontato, chi rende il tutto ovvio? Scontato? Non so come spiegarlo per bene, ma quando un concetto (come una frase, un pensiero od anche una singola parola) vengono usati e ripetuti sempre allo stesso modo da tante persone differenti ma che (alla fine) sono uguali, perde di forza, di significato scolorisce ... come l'ultima di una serie di fotocopie.
Io provo almeno a rendere tutto il più possibile unico, un qualcosa a se stante che può benissimo vivere da solo, si anche un pensiero deve poter vivere da solo della sua sola forza.
Non deve dipendere da una persona. Non può dipendere da una persona.
Dai che lo sapete, infondo anche voi aspirate ad essere famosi come "gli altri", popolari con tanti fan (fan senza S visto che è una parola acquisita non ce n'è bisogno), sentirvi dire che siete bravi e che siete i migliori.
Si anche io, ma io solo per un motivo. Per poi sbattervi in faccia a tutti voi che ce l'ho fatta COME DICO IO e che si può vincere essendo chi si è e non chi si vorrebbe essere.
Per poter affermare che si mi sono tolto dalle palle e che se pure ha fatto male ce l'ho fatta lo stesso.
Per poi poter godere degli stessi vantaggi, avere gli stessi amici che avete voi adesso. Potendomi permettere di fare, dire o non dire quello che voi avete detto a me, facendovi provare o non lo stesso. Manovrare i fili, fingere dispiacere, far finta di avere una posizione e poter scambiare giusto e sbagliato a mio piacimento.
Si questo infondo è un pensiero pieno di rabbia, di odio forse, di voglia di vendetta ... e cavolo sì se è così. Chi non lo capisce è perché non concepisce il digiuno. Ricordando che l'uomo non vive di solo pane, ma anche di parole e tutto il resto di cui ho sempre parlato.
La rabbia di chi non si può permettere di sognare.
L'odio verso chi disprezza ciò che ha.
Vendetta, per ogni parola di rabbia che ho dovuto pensare e per ogni cosa che io ho sognato e voi avete disprezzato.
C'è gente che odia i genitori, gente che vorrebbe cambiare "amore", gente che si può permettere di distruggere "cose" a caso senza curarsene. C'è gente che disprezza il lavoro.
C'è gente che disprezza la stessa casa e lo stesso luogo in cui vive.
C'è gente che entra in un posto e pensa ai suoi comodi senza pensare a chi ha costruito quello che lui sta contribuendo a distruggere.
C'è gente che odia chi glielo fa notare.
Oramai il discorso è diventato lungo, si inizia a perdere il filo del discorso.
Inizio a pensare ad altro.
Voi affidatevi pure ai vostri ruoli. A me piace il Free Lance.
Si scrive così? Sti cazzi.
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lunedì 8 novembre 2010
lunedì 16 agosto 2010
Un pezzo di felicità
Una scheggia impazzita, una pallottola partita senza preavviso, piene anzi, ricolme di quella felicità mi hanno preso in pieno. In pieno petto per essere precisi. Si perché proprio oggi, un frammento, proprio una scheggia, di felicità me la sono ritrovata dentro casa, una volta tanto che l'ho cercata, che l'ho chiamata, me la sono ritrovata ed eccola là. Io gli apro un piccolo spiraglio dalla porta, titubo ... «No ma dai, non ci credo, se ma quando mai ... » sono le frasi che la mente mi ripete una volta dietro l'altra. Invece ... invece di forza quasi ma fa sbattere la faccia contro la porta ed ecco che cotanta pallottola impazzita è entrata dentro casa. Che bello, una tantum stavo tanto bene qua in mezzo a tutto questo becero casino, un ora. un'ora e mezzo è durato il tutto in live. Quasi un remake. Come riascoltare un disco, quel disco bello e potente, unico, miscela di sensazioni e parole, il disco perfetto per ogni occasione quello da tirare fuori tanto nei momenti più bui come nei momenti più colorati e felici. Sinceramente, nemmeno ci speravo, rassegnato al progetto della fuga e invece toh, vedete perché la vita infondo è bella?
Infondo il resto della giornata era stato così e così, vivacchiato, ma in quel poco lasso di tempo posso dire di aver sfruttato alla grande, questo dono di provare ... emozioni non solo per qualcosa di astratto, di lontano, ma anche ... diamine era tutto così reale così vero, insomma bello e distaccato. Momenti distaccati dal tempo e dallo spazio. Un'ora e qualcosa che sono diventati giorni, mesi, anni e lustri. Infondo troppo pochi, quando arrivi a qualcosa di tanto ... perfetto ... ne vuoi sempre di più. Di meglio? Forse c'è ma li si scadrebbe in altre situazioni, altre idee .... così invece è stato bello e basta. Come quando ci si riposa non tanto dopo una grande fatica, ma dopo aver fatto qualcosa di soddisfacente, per il nostro corpo e il nostro essere più profondo. Poi vabbè c'è stato un remake, un altro, proprio verso la fine, verso i saluti, questa particella di felicità si è trasformata in un fascio di luce, luce di quella che riscalda i cuori e non la sola carne e camminando (si insomma un fascio di luce che cammina) mi ha circondato, mi ha stretto, mi ha invaso con tutta l'energia, si insomma proprio un abbraccio che troppo poco, ma ancora una volta, come la prima volta, troppo mi ha dato, troppo mi ha lasciato. Proprio per questo per fregare il tempo, per non fra sì che l'abbia vinta sto scrivendo, sto fissando questi momenti vissuti, questi pensieri. Che poi tutto questo è tutto ciò che gli occhi hanno filtrato, questo è tutto ciò che ho visto con lo spirito, con l'anima, col cuore insomma, si perché in momenti come questi momenti da ricordare, il cervello va staccato. Al massimo va usato come ripostiglio, proprio per mantenere vivi e puri i ricordi, perché se fosse per i soli occhi che sono si lo specchio dell'anima, ma sono anche da parte opposta un grande filtro verso la verità. In certi casi bisognerebbe vedere più col cuore che con gli occhi. Perché sono collegati troppo vicino alla testa, tempo che la testa rovini tutto, facendoci fare calcoli in base a ciò che pensiamo di volere invece che in base a ciò che vogliamo davvero, insomma come se a volte venisse modificato ciò che vediamo, facendosi credere di stare nel giusto delle nostre azioni, mentre magari, il cuore sta lì a metà tra felicità per la soddisfazione ricevuta grazie all'intercessione della mente e con l'altra metà pesante e cupa per ciò che si è fatto senza magari tenere conto di tante altre cose.
Per questo è stato tanto bello oggi, si gli occhi c'erano, ma prima di mandare tutto alla testa, ho fatto passare tutto per il cuore, per avere tutto così come piace a me, senza filtro.
Perché il cuore è più forte della testa anche se a volte si perde per strada, perso, preso in giro, insomma ingannato da chi riesci a manipolarlo. Di contro, quando ha ragione, ha ragione non di poco ma di molto di più del testa. Molto di più. Poi insomma, ci sarebbe altro da raccontare, come la già nota, consapevolezza e di contro anche responsabilità ma anche onore, di sapere di essere tra i pochi rendere felice, di far ridere, il mio pezzetto di felicità ed è tanta robba sul serio. Grande fatica, a volte lo ammetto è vero, ma la soddisfazione come quella provata oggi, in quel momento una volta ascoltata quella frase, fidatevi ripaga di tutto. Tutto. Al 100% ci metto la firma. Quando poi, il tutto bello che finito, anche in questo momento, mentre scrivo come sempre di getto, mi ritorna in mente come è cominciato e di sicuro ne avrò già parlato, ma come cavolo può una sola stupida azione, due frasi buttate la a casaccio, cambiare, rivoluzionare, una ... forse due vite o anche più. Ve lo ripeto ... la vita non è bella per questo? Sono sicuro, che se non fosse stato, per tutto questo ad esempio moltissime cose sarebbero differenti. Non moltissime in meglio. Ancora di più oggi ne ho avuta tanta conferma, ed ho anche avuto la conferma di avere non un pizzico, ma una (scusatemi il termine) fottutamente gigantesca paura di stare, senza, di perdere tutto questo, ricordi compresi, per questo ho scritto, per questo scrivo e per questo scriverò e spero di poterne scrivere all'infinito, fino al mio ultimo giorno in questo scafandro chiamato corpo.
Sono stato uno schiavo, sono stato un Re, ora sono felice. Tutto insieme, tutto oggi, riassunto in poche parole è quello. Prima, durante e dopo. Non posso guardare al futuro con più fiducia, ma posso guardare al passato orgoglioso, con il tempo è diventato qualcosa di bellissimo. Voler avere di più, potrebbe essere naturale è nello spirito della natura umana, ma il tutto è sempre mantenuto sotto il controllo di quella di cui stavo parlando prima, dalla paura, che comunque è soppiantata da tanta di quella felicità, che ancora adesso, in questo momento potrei farci dei mattoncini e uno sopra l'altro arrivare sulla Luna e fare anche le scale a parte per riscendere. Perché doverei sempre e comunque riscendere, visto che le schegge impazzite, fino la sopra non ci arrivano. Forse. Potrei sempre essere smentito.Non sarebbe la prima volta, infondo non avrei mai creduto di essere capace, non solo di esprimere certi concetti e di poter avere la possibilità di ricevere così tante ... tante ... belle ... vibrazioni, si vibrazioni, ma tanto meno avrei mai pensato di essere capace di fare altrettanto verso altri. Si lo so di sicuro già lo avrò detto, lo avrò già raccontato minimo un'altra volta, ma permettetemi di potermi stupire, di poter gioire di qualcosa di bello, anche se è sempre lo stesso discorso, quando ci ripenso a tutto questo, con tanto di attori e sceneggiatura di questa stranissima opera non di teatro, ma di vita che sta venendo fuori, mi sembra di rivedere tutto con gli occhi di un bambino, di quelli piccoli ma non troppo, che sta imparando a camminare e che ogni tanto da solo ce la fa, con tanto di tutina e scarpette nuove e che per ogni cosa si esso un fiore o un sasso se ne stupisce. Ed io stesso mi sto stupendo per questo bel fiore che fiorisce sempre più ed ogni volta che gli rivolgo lo sguardo è solo "più", mai "meno", di prima. Ogni petalo una storia, un sorriso, un pianto. Una risata, uno scherzo, un foglietto nello zaino ed ogni parola detta. Quanti petali e tutti a loro modo bellissimi che ha questo fiore. Il mio, il nostro e spero anche il vostro (tutto per voi), fiore.
venerdì 16 luglio 2010
2.38 it's time to write
Scrivere, cosa scrivere, cosa dire ... perché ... ne ho tanta voglia, tanto bisogno, ma poi non so cosa dire? Sempre di notte.
Forse perché la notte non ci giudica, non c'è nessuno, pronto a rispondere ... e io mi sento libero chissà ...
Ora mi trovo qui e non so cosa dire. Manca poco, resistere, resistere ancora un po' di tempo e poi tanto tempo, per riflettere, per capire ... senza parlare ... in lontananza ... chissà.
Sarà giusto? Sarà sbagliato? Non lo posso decidere io, non lo potete decidere voi, non lo può decidere nessuno. La conseguenza, la conseguenza delle mie e delle nostre azioni decidono se ciò che compiamo è giusto o sbagliato.
Ora mi è stato come dire dedicato un qualcosa ... un pensiero ... ne vado orgoglioso. Ne sono felice. Potrei anche rispondere, argomentare, placare le domande che si creano . Ma ora non posso. Non posso per mia paura, di sbagliare. Non posso perché non saprei come dire, come spiegare. Ci vuole tempo, devo capire. Intanto grazie. Ed eccovelo.
Di queste parole, ne sento anche la responsabilità, il peso. Il peso di valere tanto per qualcun altro, forse senza meritarlo. Forse senza volerlo. Il peso di essere tanto senza sapere se davvero me lo sono meritato e se in futuro saprò tener fede a ciò che ho ... cioè che mi sono promesso.
Tener fede ad un impegno, ad un legame. Tanto bello, tanto forte ma allo stesso tempo tanto delicato. O almeno così è per me. Qualcosa venuto fuori dal nulla un giorno mesi fa e che da lì in poi è diventato quotidianità ... fino ad ora ...
Se fosse tutto uno sbaglio? Un errore? Non me lo potrei permettere, non me lo posso permettere. Ho sempre pensato di essere, forse, una brava persona ... ma ultimamente non so ... anche il fatto che mi ponga certe domande, certi pensieri, certe frasi ...
Poi ... poi arrivano certe cose ... cose come questo pensiero o ancora come quella serata di ormai quasi una settimana fa.
Cose che mi fanno capire, mi rendono orgoglioso. Ma mi fanno anche domandare. Domandare se quello che dico, che consiglio ... che faccio ... sia giusto. Se così non fosse non solo sbaglierei nella mia vita e questo alla fine è il problema minore, ma cosa ben peggiore incasinerei o avrei già fatto danni a chi si fida tanto di me e di quello che dico.
Ieri a quest'ora se la memoria non mi inganna, forse era più tardi, stavo prima su una sedia, poi in giro a camminare urlando. Urlando delle canzoni. Mi sentivo libero. Diamine quasi mai è successo. Poi quella musica è finita e rieccomi gettato nel mondo. Il mondo mi piace, forse non mi piace ciò che sono io. Forse mi faccio solo troppi problemi e troppe domande. Proprio parlando di musica, quella musica chiudo il discorso con un ritornello che ci sta a pennello.
Ti può sembrare una visione egoista e io eccessivo e negativo, ma non è un parere ciò che devo
fare per non cadere. Io sono realista questo è il mondo dove vivo e se ne conosci un altro fammelo
sapere.
Forse perché la notte non ci giudica, non c'è nessuno, pronto a rispondere ... e io mi sento libero chissà ...
Ora mi trovo qui e non so cosa dire. Manca poco, resistere, resistere ancora un po' di tempo e poi tanto tempo, per riflettere, per capire ... senza parlare ... in lontananza ... chissà.
Sarà giusto? Sarà sbagliato? Non lo posso decidere io, non lo potete decidere voi, non lo può decidere nessuno. La conseguenza, la conseguenza delle mie e delle nostre azioni decidono se ciò che compiamo è giusto o sbagliato.
Ora mi è stato come dire dedicato un qualcosa ... un pensiero ... ne vado orgoglioso. Ne sono felice. Potrei anche rispondere, argomentare, placare le domande che si creano . Ma ora non posso. Non posso per mia paura, di sbagliare. Non posso perché non saprei come dire, come spiegare. Ci vuole tempo, devo capire. Intanto grazie. Ed eccovelo.
Manchi. si, mi manchi amico mio, mi mancano le nostre chiacchierate tutti i giorni a quasi ogni ora, mi mancano quelle spiritosaggini che sparavi di tanto in tanto, solo per farmi sentire meglio. si, perchè io sono sempre stata troppo presa da me stessa e dai miei problemi, futili per di più, e non ho riuscito a dare l'importanza che meritavano quei piccoli tentativi di tirarmi su. e ora, sei tu quello che ha problemi, e che ora avrebbe bisogno di me, ma tu non me lo permetti, non mi permetti neanche di provarci. lo so, non sono brava in queste cose, non ci riuscirei perchè i i tuoi dispiaceri sono molto più seri, più gravi dei tuoi. eppure, permettimi di provarci. almeno, saprei che un tentativo c'è stato, non avrei la coscienza tanto sporca, come la ho ora, lasciandoti da solo. Ti prego. Mi manchi.
Di queste parole, ne sento anche la responsabilità, il peso. Il peso di valere tanto per qualcun altro, forse senza meritarlo. Forse senza volerlo. Il peso di essere tanto senza sapere se davvero me lo sono meritato e se in futuro saprò tener fede a ciò che ho ... cioè che mi sono promesso.
Tener fede ad un impegno, ad un legame. Tanto bello, tanto forte ma allo stesso tempo tanto delicato. O almeno così è per me. Qualcosa venuto fuori dal nulla un giorno mesi fa e che da lì in poi è diventato quotidianità ... fino ad ora ...
Se fosse tutto uno sbaglio? Un errore? Non me lo potrei permettere, non me lo posso permettere. Ho sempre pensato di essere, forse, una brava persona ... ma ultimamente non so ... anche il fatto che mi ponga certe domande, certi pensieri, certe frasi ...
Poi ... poi arrivano certe cose ... cose come questo pensiero o ancora come quella serata di ormai quasi una settimana fa.
Cose che mi fanno capire, mi rendono orgoglioso. Ma mi fanno anche domandare. Domandare se quello che dico, che consiglio ... che faccio ... sia giusto. Se così non fosse non solo sbaglierei nella mia vita e questo alla fine è il problema minore, ma cosa ben peggiore incasinerei o avrei già fatto danni a chi si fida tanto di me e di quello che dico.
Ieri a quest'ora se la memoria non mi inganna, forse era più tardi, stavo prima su una sedia, poi in giro a camminare urlando. Urlando delle canzoni. Mi sentivo libero. Diamine quasi mai è successo. Poi quella musica è finita e rieccomi gettato nel mondo. Il mondo mi piace, forse non mi piace ciò che sono io. Forse mi faccio solo troppi problemi e troppe domande. Proprio parlando di musica, quella musica chiudo il discorso con un ritornello che ci sta a pennello.
Ti può sembrare una visione egoista e io eccessivo e negativo, ma non è un parere ciò che devo
fare per non cadere. Io sono realista questo è il mondo dove vivo e se ne conosci un altro fammelo
sapere.
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