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domenica 3 ottobre 2010

Se fossi stato, se avessi, se non ... Ripensando, scavando, applaudendo.

Una notte. Notte insonne, paura. Giorno seguente realizzazione quantomeno a "lungo termine" o distanza temporale delle paure.
Notte seguente, stessa cosa giornata appena di seguito stessa cosa, solo più diretta e immediata.
Terza notte? Sto scrivendo alle 2 di notte qui sopra, mi ero accomodato nel letto ore addietro, per cercare di dormire, sperando di non incorrere in sogni, in incubi, volevo solo immergermi nel nulla farmene circondare, sperando che la "stanchezza" mi mettesse subito fuorigioco. Sono le 2 di notte e sto qui come pensiate sia andata?
Ho il terrore di ciò che potrà accadere dal sorgere del sole in poi.
Sono andato alla ricerca, di dove è iniziato tutto e l'ho trovato.
Si parlava addirittura di balocchi natalizi, cosa che poi feci a modo mio.
Guarda caso, da qualche giorno quello stesso "pensiero" stampato, che avevo anche io nella mia cameretta si era staccato, segni del destino.
Lì in quel antico post tanto più dietro quel pensiero colorato, balocco natalizio, stampa d'arredamento con tanto di "dedica e messaggio" c'erano scritte più meno le stesse cose. Frasi piene di incertezza e paura.
Per il futuro. Quel futuro è questo preciso momento, forse, come lo sono tutti quelli in avvenire chissà.
Evoluzione o implosione, credo siano le possibili soluzioni, come infondo per l'umanità intera, o ci evolviamo o tutta la nostra civiltà imploderà su se stessa e non ci saranno macerie da ricostruire, sarà la fine punto.
Certo che se quando mi sono messo su questa strada, avessi saputo quello che ho passato (varie volte), che sto passando adesso e che in un modo o nell'altro passerò di nuovo non so se l'avrei fatto. Ero tanto speranzoso, ero forse accecato da quella sensazione di benessere tanto da diventarne perennemente dipendente. Di sicuro quello che sono oggi dipende molto da quello che è accaduto tutti quei mesi addietro. Nel bene o nel male.
Usavo le parole di Neruda ora posso usare benissimo le mie.
Quando col tempo ho preso coscienza di ciò che veramente sarebbe stato era comunque troppo tardi tutt'ora lo è ma sono riuscito ad andare avanti, forse potrei riuscirci ancora, ma ogni tanto, proprio perché preso troppo tardi succede questo. Vado in panne tutto mi si materializza davanti e tutto mi scappa dal controllo. Me ne sarei dovuto accorgere prima? Prima di quando? Come facevo? Nello stesso momento in cui tutto iniziava era già troppo tardi.
Poi successe questo, mentre prendevo coscienza, della situazione reale feci quella "promessa" a me stesso.
Era quando io mi ero oramai ritrovato ed invece qualcun altro aveva bisogno di me e subito dopo chiuso il mio telefono, dopo un paio di risate, fissando fuori dalla finestra ma dentro di me promisi questo.
Promisi di esserci sempre nonostante tutto e 'sti cavoli di me. Esserci sempre come sostegno pronto. Nonostante tutto, nonostante me. Ancora oggi tutto questo vale e se ne avrò la forza varrà per sempre. In caso contrario dovrei cancellare tutto. Quando dico tutto è tutto non ci sono vie di mezzo, questo stesso blog sarebbe a rischio, dovrei valutare bene.
Non ho mai vissuto tanto tempo nell'illusione, rimanendo rapito dalla stessa idea di illusione, ma poi capitano questi momenti, questi periodi che vorrei cancellare tutto, sono un disilluso. Come si fa a combattere un disilluso?
Provai a scappare da tutto, ma evidentemente, la mia promessa ha funzionato anche troppo bene.
La sensazione è esattamente quella di essere stato preso (scusate il termine) per il culo. Sfruttato utilizzato e manipolato, non so' da chi o da cosa. Come sempre sarà stata di sicuro tutta colpa mia, ovvio.
Come potrei incolpare qualsiasi altra persona o "entità" ? Se è vero che sono stato risucchiato in tutto questo è pur vero che non mi è dispiaciuto per niente, anzi, solo che ora mi sento annegare. Soffocato.
Prima, mentre cercavo di prendere sonno ho avuto dei "colpi di tosse" mi capita ogni tanto, di quelli che ti lasciano quasi senza fiato sapete cosa ho pensato? Ho pensato "c'ero quasi riuscito" ho ripreso fiato e mi sono rimesso a cercare di dormire. Capite? Come posso solo pensare d'essere arrivato a tanto?
Rimanere senza fiato, come se non mi fosse già successo altre volte. Che fossi un clandestino in questa vita l'ho sempre detto e l'ho sempre saputo ma addirittura farmi passare tutto questo, perché? Ecco la spiegazione a qualcuno dei mille perché di ieri.
Perché sapendo che sarebbe successo tutto questo mi ci sono buttato dentro?
Perché lo scrissi in quel post, in quella dedica e continuai imperterrito nel mio avanzamento verso questo momento?
Perché succede tutto questo?
Perché non mi accontentai di rimanere quel che ero?
Perché da tutto quello che conosco, ho conosciuto e conoscerò in seguito questo sembra tanto differente da non permettermi di vivere come avevo sempre fatto?
Perché scrivo? Perché ho paura? Perché ho questi incubi? Perché se non dormo non penso ad altro che proprio a quell'incubi? Perché se non sono incubi sono sogni? Perché non c'è una via di mezzo?
Perché a differenza del passato, vedo tutto così in certo?
Perché il futuro immediato ora mi fa tanta paura mentre prima non era un problema?
Perché non mi sento adeguato? Perché a volte mi pento di essere me stesso?
Perché a volte maledico d'essere così? Perché ho rimpianto scelte che prima non avevo mai nemmeno riconsiderato?
Perché è tutto tanto complicato? Perché la sola idea di stare senza tutto questo non mi fa dormire?
Perché a me? Perché così?
Perché è stato possibile tutto questo? Perché questo legame tanto forte?
Perché penso che anche tutto questo post sia solo inutile?
Perché mi sento inutile, nonostante nella realtà risulto "utile"?
Perché vorrei essere qualcun altro? Perché vorrei essere qualcun altro? Perché vorrei essere diverso?
Perché sono fatto in questo modo?
Perché si insiste col dire che merito certi complimenti, tanta stima, a volte affetto?
Perché dubito di tutto? Perché dubito anche di questo? Perché dubito di me?
Perché mi sento stupido?
Perché alla fine dei conti quello che "immagino" si realizza? Perché quello che vedo si realizza?
Perché quando avevo l'opportunità non ho chiuso tutto ma invece ho continuato?
Perché sono tanto scemo da credere che importi a qualcuno di tutto questo per davvero?
Perché sono tanto scemo da credere che a qualcuno importi di me sul serio?
Perché non riesco ad arrabbiarmi?
Perché nonostante tutto preferirei continuare a soffrire?
Perché ho paura di diventare qualcosa che non voglio diventare?
Perché ciò che mi fa "sorridere" mi fa anche "non sorridere"?
Una risposta a tutti quei perché potrebbe essere che quel giorno di mesi e mesi fa tutt'oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita. Anzi lo è.
Il tutto poi che ci crediate o no il tempo di scrivere una parola sullo schermo, di una smorfia, di una frase, di un click, di un saluto o di un sorriso.
Che cavolo di spettacolo che è tutto questo, lo vedete? In un attimo possiamo rimanere fregati e in un altro possiamo distruggere tutto. Non è melanconicamente ed ironicamente bellissimo?
Visto che ho fatto lo stesso le 3? Le 3 e 19 in questo momento, te l'avevo detto.
Fin dall'inizio, come dicevo, seppure non ero cosciente di ciò che mi aspettava, avevo visto che sarei arrivato a questo punto e avevo anche visto non una, non due, ma tre conclusioni differenti. Che poi conclusioni non sono diciamo strade. Solo che sono arrivato fino lì per ora, una volta imboccata una delle tre, potrò vedere oltre forse e chissà cosa ci sarà.
Oh, almeno ad una cosa questo post è stato utile, a farmi star meglio, non in modo definitivo, ma almeno fino al pomeriggio credo ... forse non dormirò lo stesso ma almeno un po' più a cuor leggero. Mi sento leggermente sfogato. Ma ce n'è ancora ... poveri voi.
Povero me.

sabato 2 ottobre 2010

Antipasto post-incubo. Grazie.

Volevo scrivere di cose belle.
Volevo scrivere in un certo modo, di quello successo più o meno in quest'ultima settimana.
Le belle parole, i gesti di stima, d'affetto.
"Bravo complimenti" "Che carino!", strette di mano, "bacetti" e via dicendo.
Qualcos'altro è uscito fuori, un mostro e mentre scrivevo quello vi giuro soffrivo.
La notte precedente a questa è stata una notte piena di incubi, paure che si sono palesate (di nuovo) stavo male avevo voglia di urlare! Volevo esplodere.
Mentre scrivevo il post appena sotto invece come ho detto soffrivo.
Ora mi sento come se volessi "lacrimare", si lacrimare perché l'altro termine, quello che dovrei usare non vale d'essere sprecato serve per cose più serie, più serie di me.
Causa effetto azione e reazione, sta tutto qui e sta noi rompere l'incastro per capire dove siamo.
Ora tocca a me.
In questo precisissimo momento mi sento inutile, avulso dall'esistere stanco di sperare e anche leggermente preso in giro.
Vorrei solo rinchiudermi, in un mio incubo, per diventare io un incubo farne parte e combatterlo.
Cavolo sono triste questa è la verità.
Ora cosa farò? Musica, forse, dormire se ci riuscirò. Per il resto è tutta un incognita, ho paura.

martedì 10 agosto 2010

Ero ... insomma ... stavo ...


... stavo lì sdraiato, sul pavimento, disteso insomma rilassato, a fissare il vuoto rappresentato da quel soffitto bianco pieno di crepe.
Eppure, nonostante la polvere mi sembrava di stare nell'Eden, può il paradiso terrestre essere trovato sul pavimento della propria camera, fissando un vecchio soffitto che perde pezzi di intonaco e con un lampadario che prima o poi mi finirà per cadere sulla testa?
Credo di no, infondo era una illusione come ce ne sono tante, come ne troviamo tante nella nostra vita.
Credevo di aver trovato il paradiso, invece ero solo troppo pigro per trovarmi un posto migliore.
Oppure più semplicemente, per quanto strano e scomodo possa essere, era il mio posto, senza se e senza ma. Il mio.
Perché trovare, capire, quale è il proprio posto ed il proprio ruolo nella vita e nelle relazioni di tutti giorni è un compito assai arduo. Possiamo accettare semplicemente il ruolo che ci viene dato in modo molto semplicistico ed indolore, altrimenti possiamo metterci in testa di trovare il nostro di posto, il nostro ruolo e il nostro compito. La nostra destinazione, del viaggio, che facciamo seguendo la strada tortuosa che chiamiamo vita.
Ora invece sto qua a dare sfogo ai miei pensieri, curioso se mai qualcuno ne verrà a conoscenza.
Incuriosito dal perché fino a pochi giorni fa non riuscivo ad esprimere taluni concetti mentre ora mi sembra di essere un maledettissimo gayser islandese che non ha abbastanza pressione da fare concorrenza al più nostrano Etna.
Eppure anche visto il tema del discorso, il motivo è sempre quello, l'ho detto più e più volte è strano come per riuscire a trovare l'ispirazione la mente debba fare certi strani percorsi.
Ancora più strano è ciò che ci devono dire i nostri sentimenti in primis seguiti dal nostro spirito che veleggia oltre gli orizzonti della nostra ristretta mente e del nostro corpo.
Il cuore, si dovrebbe fermare, in questi casi, per così avere una vista più chiara e razionale ed invece non può, batte, batte, batte, batte senza mai fermarsi, continua a correre ininterrottamente, facendo sì che i pensieri si riempiano di passione e ritmo, di idee, insomma che le lucide e fredde affermazioni possano infuocarsi e prendere fuoco, rischiando si di fare danni come il peggiore degli incendi, ma mettendo anche quel gusto, quel qualcosa in più che lega le idee alle parole, i pensieri ai sentimenti dando un senso a tutto questo.
Ognuno, di noi ha modi differenti, (che magari nel tempo cambieranno) per poter accedere a tutto questo, io per ora ho avuto tale fortuna (o sfortuna ... sarà solo il tempo inesorabile giudice delle nostre azioni a decidere se avrò fatto bene o male, se sarò stato fortunato o sfortunato insomma). Ora dico, a voi che forse starete leggendo e che in tal caso spero avrete seguito tutto il filo del discorso, se lo trovaste questo "modo" e ve ne rendeste conto, sareste capaci di metterlo a frutto? Io non vi parlo di mettere giù quattro pensieri che ci passano per la mente come fossero letterine che si vogliono far leggere ( o si spera di far leggere per vie traverse) ad amici, amichette, spasimanti, preti confessori, madri, padri, cani, gatti e quant'altro. Ma qualcosa di più profondo come cerco di fare io qui, su questo blog, dove almeno per lungo tempo non ho mai sopratutto per i pensieri più profondo cercato l'approvazione di qualcuno ne tanto meno solo per il gusto di mettere in piazza ciò che di più profondo mi passa per la testa, altrimenti invece di sprecare da anni tempo qui sopra bastava fare qualcosa su facebook, (infondo anche lì ho la mia paginetta sconosciuta dove ogni tanto faccio qualche link personale, anche se da tempo non ci vado e comunque non si va oltre i 150 contatti) come fanno un po' tutti oggi. Tanto è vero, che di veri e propri lettori, che sanno di questo blog sono in tutto due, a cui io ne ho parlato e se ne ho parlato proprio a loro non è tanto per la fiducia che gli ripongo ma è perché i discorsi, le parole, che abbiamo condiviso sono arrivate anche se magari in poche occasioni ad un livello tale che se anche dovesse finire tutto, sarei fiero di sapere che hanno una porta sempre aperta rivolta verso i miei pensieri.
Eppure, eppure ho una sensazione, una brutta sensazione, che proprio per questo, tanto più per quanto ne ho parlato in precedenza, possa aver io stesso causato danni come ho più volte detto nei post antecedenti a questo.
Sono stato fortunato, fortunatissimo a trovare tale e grandissima ispirazione, ma se per caso un giorno dovesse venire a mancare, tutto questo mi venisse "tolto", come potrei tenere tutto questo, chiuso in pratica, ingabbiato dentro di me.
Una volta trovata questa strada con quale ... quale ... coraggio, mi si potrebbe venire a dire che tutto ciò è sbagliato? Forse è un crimine riuscire a dare un senso a tutto ciò che si pensa? Posso io, povero ed inutile essere umano, con poca stima di se avere nelle mie parole, con i miei pensieri creare un danno tanto grande a qualcun altro? Se succedesse a voi lo stesso? Cosa pensereste?
Io ... io so per certo, che mai, come in questi mesi (almeno credo), ho sognato, sperato, desiderato, lottato, espresso, idealizzato, pensato e parlato.
Per più e più motivi differenti, certo devo ammettere che molte volte è stato fatto per lo stesso motivo, con scopi differenti, ma non solo per quello.
Ed ora, ora riesco a ruota libera a dare sfogo a tutto questo, ebbene signori miei mi sento come se stessi seduto sopra un maledettissimo trono di marmo in cima al mondo, il mio mondo.
In questi momenti, in cui scrivo e mi confido è proprio così che mi sento, artefice del mio piccolo, odioso ed insulso mondo. Contorto anche,
Forse nell'ultimo anno ho vissuto tante belle esperienze quasi quante ne ho vissute in tutto il resto della mia esistenza, certo ancora oggi le esperienze, brutte e pesanti da ricordare la fanno da padrone, ma diciamo che quest'annata fin'ora, nel bene o nel male, ha avuto un bel effetto sedativo. Forse perché questo è l'annata in cui ho compiuto 18 anni, sono diventato maggiorenne, ho preso la patente e tante altre cose. Forse perché proprio allo scadere del tempo ho capito, come andava vissuta, la vita prima dei fatidici "18" così un po' alla rock 'n' roll un po' alla blues, con quelle sfumature di metal con tanto di spinta (e questa c'è da sempre) rivoluzionaria in stile punk che non guastano mai. Allora così via che riuscendo a rimanere sempre coerente con me stesso sono riuscito a vivere così come mi piace dire a me "rock 'n' roll" questi ultimi mesi di vera e propria gioventù, ed esserci risuscito proprio sul filo del gong mi da una grandissima soddisfazione.
Le cose da fare sono ancora tante, i sogni da realizzare, le idee da creare come lo sono anche i pensieri da mettere su, ma la strada è ancora tanta ed il tempo spero lo sia ancora di più. Ho paura, di quello che mi potrà succedere da adesso a domani, dopo domani e via dicendo, come la avrò per tutta la vita, ma infondo questo pizzico di paura, serve, fa bene è più salutare di tanta sicurezza. Certo un pizzico di paura non troppa è ovvio, ecco questo pizzico mi aiuta a prevedere i possibili pericoli, a pensare ad alternative e soluzioni, addirittura mi fa pensare a cose fuori da ogni contesto e senza nessun senso e ne sono contento anche se più di qualche volta mi proprio questo pizzico mi fa passare qualche notte insonne o mi fa andare per traverso una bella bibita fresca.
Ho paura che i rapporti finiscano e si chiudano. Ho paura delle conseguenze e di quello che potrei provare, ma sono fiducioso che in tal caso, prima o poi troverei una nuova via per me, per la mia vita e ricominciare a camminare su di essa.

domenica 8 agosto 2010

Dov'è ... dove è finita ...

... la mia ispirazione, dove è finita ... giorni fa' a quest'ora avrei scritto tantissimo.
Se pur bloccato da mie personalissime remore, o paure che dir si voglia, avrei scritto avrei parlato. Invece ora, da tanti giorni sono solo bloccato. Non trovo il "come" ne tanto meno il perché. Insomma l'ispirazione ... la mia dove è finita? Ho presentimento, terribile ... ma che infondo ho sempre sospettato. A conti fatti, visto anche da quando ho ricominciato a scrivere qualcosa ... beh la mia ispirazione con tanto di musa alla Dante Alighieri (ma pensa te) sta tanto, tanto lontano, circa 2.000 Km a Nord Ovest. Infondo me lo sono sempre sentito, per un motivo o per un altro tutto questo, tutto ciò che ho scritto è merito di cotanta ispirazione e ho paura.
Si ho paura che questa ammissione, questo mettermi faccia a faccia con la realtà ... che si insomma, che tutto questo possa portare a dei grandi quesiti, domande.
Domande che infondo, il mio inconscio mi ha posto quasi ogni notte o almeno tutte quelle insonni di sicuro, ogni sogno di cui posso aver memoria. Ed in tempi più o meno recenti, la quasi totalità di momenti felici e momenti tristi. Per motivi differenti avvolte, ma pur sempre con la stessa radice.
Allora alla luce dei fatti, io chi diavolo sono? Che diavolo ho fatto tutto questo tempo?
L'onestà è un grande fardello da portare, molto di più di bugie o altre omissioni.
Mi sento "sporco" e disonesto, con me stesso e con ... con qualche altra persona .
Già adesso, confidando queste parole allo sterminato buco nero che è internet che tutto risucchia, va quasi meglio. Ma tutto ciò non toglie, non elimina, quello che ho pensato, che ho provato, di cui ho avuto paura, di cui sono stato felice e che ormai si fa' sempre più pesante e più presente in ogni giorno e in ogni pensiero.
Mi ero fatto una promessa, anche per evitare di soffrire certe pene.
Mi ero fatto una promessa, per evitare di avere paura.
Mi ero fatto una promessa, per essere sicuro che tutto ciò non sarebbe mai finito.
Mi ero fatto una promessa ed ogni giorno lotto con me stesso per mantenerla.
Mi sono fatto questa promessa perché so' che se pure non la mantenessi, la situazione sarebbe solo peggio, ci perderei su tutti i fronti e non voglio.
Se solo potessi essere certo di sbagliarmi. Invece è tutto il contrario. Vita maledetta.
Scrivere qui equivale ad una confessione. Da pentito. Ma non mi pento perché fino ad oggi ho avuto tanto.
So solo che se fino ad oggi tutto questo era rimasto segreto e nascosto da quando lo darò in pasto al mio "Senza Filtro" sarà tutto reale, gli avrò dato forma e da quel momento non so' cosa accadrà.
Se il tempo a nostra disposizione fosse infinito ... peccato che non lo è .
Infondo io ... ora come ora ... sto parlando di qualcosa che non c'è ...
In quello che non c'è ... ci nuoto dentro da sempre.
Forse in modo vigliacco, continuo a cercarlo ...
Io, io sto iniziando a perdere i fili, non riesco più ad avere il controllo, mi sono fatto e tutto ora sono trascinato, dagli eventi, dalle emozioni, dai sentimenti e dalle parole. Sono diventato un maledetto burattino in mano di chi? Di cosa?
Ecco, l'ispirazione già sembra essersi riaccesa. Esserne così tanto dipendenti, è dura, molto dura, ma è anche qualcosa allo stesso tempo di profondo ed inebriante come perdersi in cielo stellato di notte, stando immersi nel mare, in modo che sembri in tutt'uno con il cielo stesso, facendomi portare qua e là da ogni onda che passa, scoprendo nuovi lidi e nuovi scogli.
Poi arriva, arriva la luna che illumina tutto. Illumina lo specchio del mare, riflettendosi su di esso, facendomi luce e mostrandomi quanto ancora è infinito il cielo e quanto altrettanto lo sia il mare.
Posso rimanere così immerso nell'infinito perdendomi tra le sue onde, oppure posso provare ad avvicinarmi, posso uscire, per cercare. Cercare cosa? La mia maledetta ispirazione.
Si proprio quella che da lì, dal caos dell'infinito del tempo e del pensiero, delle idee e dei sentimenti posso solo aspirare di avere. Al massimo la posso vedere, da più lontano di quanto non si possa immaginare, da troppo poco vicino di quanto vorrei.
... vorrei ... parola eccessivamente egoista. Non posso solo volerlo, forse desiderare è la cosa giusta, perché infondo i desideri sono sogni ed entrambi non si realizzano sempre, così che partendo da questo presupposto io non possa rimanere deluso.
Sto rileggendo quello che ho scritto e anche quanto ho scritto.
Questa ne è la piena conferma, se non avessi dato sfogo a tutto questo discorso difficilmente avrei saputo scrivere altro. Perché infondo cos'è l'ispirazione? Quella che anticamente come ho detto prima veniva chiamata ed idealizzata nella "Musa". Una mia idea oramai, nel tempo me la sono fatta. Non è nient'altro che la chiave. La chiave del proprio IO più profondo, di quello che noi chiamiamo sentimenti. Senza questa chiave, non si va da nessuna parte.
Ed io l'avrò davvero trovata? Perché se così non fosse tutto questo sarebbe solo una grande e gigantesca martellata sulla mia "vita". Ed in più del tutto inutile.
Ma no, infondo, se vado a rileggere, tutto ciò che ho scritto di più bello ed intenso in modo o nell'altro sempre lì torna. Sempre lì su lontano, tanto, troppo lontano anche quando è più vicino.
Da qualche giorno mi manca l'aria, insomma l'ossigeno.
L'ossigeno da bruciare per andare avanti per le idee e tutto il resto.
Ho una fottuta paura, di aver sbagliato tutto fin dall'inizio. In tutto questo tempo e tutt'ora in questo momento, ho una egoistica paura di stare male.
Quello che ho costruito però sono sicuro che non è un castello di carte.
Tutto ciò che ho fatto ho detto è sempre stato sincero e "puro" termine che oggi è davvero difficile da usare.
Ma ora, ora che sempre più mi rendo conto che cosa è la vita, tutto si è amplificato, i sogni e le paure che prima erano sporadici sono diventate presenze fisse ... addirittura "visioni" se così si può dire ...
Se sono stato bene o se sono stato male alla fine è sempre per lo stesso motivo.
Credo.
Anzi ne sono sicuro.
Più di qualche volta mi è stato chiesto "perché stai così?" " permettimi di aiutarti come hai fatto con me" o giù di lì ... ed io che avrei potuto dire se non quello che ho sempre detto "non posso, ora non posso, quando ci riuscirò te lo dirò".
Cosa altro avrei potuto dire? Che sono rimasto ingabbiato in tutto questo?
Sopratutto che non avrei mai nemmeno voluto finirci, proprio perché so' già da me che quello che ogni notte in ogni sogno inseguo non può che rimanere tale?
Diavolo sto "lacrimando" per dire ...
Ma però ecco riesco a scrivere, riesco a continuare ad esprimermi ... anche prima ... non avrei mai provato tante emozioni e maledizione ho sempre quella dannata paura addosso.
Paura di ritrovarmi atterra. Da solo.
Si perché se prima bene o male lo ero ... tornare peggio di prima è un attimo.
Ho paura che tutto quello che è venuto su nel tempo e che tanto ma davvero tanto mi ha reso felice possa scomparire.
Forse ho fatto un errore far conoscere questo blog.
Perché so che l'unica strada per sollevarmi da questo peso come facevo anche tempo addietro è scriverlo qui sopra. Ma almeno prima lo scrivevo e rimaneva comunque "segreto" ora, prima o poi tutto questo non lo sarà ed ho paura.
Ho paura di aver tirato fuori la verità nascosta. Peccato che io non sappia essere un vero bugiardo.
Spero solo che nella peggiore delle conseguenze tutto questo possa solo fare piacere a chi forse leggerà questo post. Altrimenti saprò di aver rovinato una delle cose migliori della mia vita.