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sabato 20 ottobre 2012

Così

Due anni senza fare niente, se sei fortunato fai il commesso o il cameriere o, meglio ancora, lavori in un cazzo di parco giochi. Ti va di lusso se stai all'università a studiare qualcosa che non capisci per la quale perderai ogni interesse.
Perdere ogni stimolo di fare qualcosa, per fare qualcosa.
Darsi degli obbiettivi, trovarsi qualcosa da fare per sopravvivere e non diventare completamente stupido. Vuoto ed arido. Per ora questa è la mia piccola vittoria, senza nessun compromesso. Nessun compromesso.

venerdì 28 settembre 2012

Awareness

Ritorno nel luogo dei delitti,
Corto metraggio stroncato
Serata strana, nuove e vecchie conoscenze.
Il tempo passa, va solo avanti.
Agrodolce, ma per ora pensavo peggio.
Passi avanti, passi indietro, insomma passi.
Cazzo la felpa al contrario, Colombo è morto.
Passato e futuro, il presente non esiste.
Quello che era, quello che non era e quello che non c'è.
Pensieri sparsi in unico grande tunnel dove è passato di tutto, era tanto tempo che non succedeva, come dormire ma ad occhi aperti, cosciente di quello che sta succedendo. Potrebbe essere una serata da buttare, sotto un certo punto di vista, ma da un altro mi piace, mi fa bene facendomi sentire quella sensazione di nullità.  Se sei nullo nessuno pu ... no aspe' si sono spostati, mi chiamano. È andata così

mercoledì 26 settembre 2012

Punto penso

Sto arrivando alla fase della crisi di identità, ci ballo il valzer da tempo e la sento sempre più vicina della serie "Fare tante cose per fare niente".
Ah si, ho fatto un cortometraggio, ne ho scritto la storia ho seguito le riprese ed il montaggio ma ecco ho paura che non venga capito, che la storia le sensazioni che volevo trasmettere non vengano capite.
Non voglio che alla fine sia stato solo un gioco.
Perché io cazzo ci ho messo tutto, pure un pezzo d'anima se questa c'è, un bel pezzo di cuore e di vita ci sono di sicuro.
La sceneggiatura per trequarti sono cose che mi sono capitate, in metà dei luoghi mi è successo qualcosa, molte scene le ho pensate in quei posti così come fossero azioni che avrei potuto fare in quel momento.
Si, ho corso subito dopo un colloquio ed ero senza fiato. Qualche giorno dopo scrissi qualcosa su quell'avvenimento sul blocco note originariamente designato all'università, ancora oggi ci sono i vecchi appunti di quella materia del quale non ricordo più il nome.
Sogni su sogni ammucchiati e mandati a fuoco dalla vita, dalle scelte, dalle parole ... certo avessi avuto più tempo, meno fretta avrei potuto girarlo meglio ad esempio ma alla fine no, non l'ho fatto e allora la colpa sarà solo mia se alcune cose non verranno trasmesse. Se in una scena che doveva trasmettere ansia e lentezza c'è una musica di sottofondo invece del respiro affannato di quel citofono del protagonista (e si che l'avrei dovuto fare io, così almeno mi sarei schifato su tutta la linea) è colpa mia, perché mentre lo montavamo davanti a quel iMac da 1Gb (ripeto, 1 GIGABYTE per montare un video in 1080i) del cavolo potevo impormi ma alla fine no. Certo come per l'esportazione video, "no facciamolo così è meglio" "ma guarda non vorrei rischiare l'incompatibilità" ed infatti ho avuto ragione.
Certo che la ragione è dei fessi, ed io, non ho mai nascosto di essere un benamato fesso.
"Ma la scena non si capisce" "Dobbiamo ridoppiarla, ora subito" come se io non avessi mandato la sceneggiatura con abbastanza anticipo per fare tutto con calma.
Si insomma ora mi dovevo un po' sfogare.
Era il 18 Aprile 2012, andavamo in pizzeria e mi becco la proposta per fare la sceneggiatura, apriti cielo, raccontare una storia. Una mia storia nemmeno fosse passato babbo natale, non vedevo l'ora.
Poi però, la sensazione di essere "la prova", la bozza per altri progetti magari fatti con più calma e maggiore attenzione.
Sento di aver buttato nel macero quel poco di buono che ero riuscito a salvare dalla merda passata negli ultimi anni.
Volevo andare all'università, per studiare e conoscere ma è andata.
Volevo trovare un lavoro per essere utile, ma niente.
Volevo trovare un lavoro per mandare tutto a fuoco, manco a dirlo.
Volevo andare, ma sono rimasto.
Ora ho paura a pensare nuove storie da raccontare, non voglio raccontarle per poi farle fraintendere ed è probabilmente il dramma di ogni scrittore\sceneggiatore. Ma io non lo sono, io sono un cavolo di sfigato ripara computer, con tutti i difetti del caso ed i luoghi comuni, tranne la matematica, si perché sono sempre stato un pippa in matematica. Varie cose nel tempo sono andate a puttane ed io stesso non faccio eccezione. Ho fatto cose che mai avrei pensato ed ho pensato cose che forse non farò mai.
Devo ammetterlo però, l'andare avanti giorno per giorno programmandolo aiuta tanto ed in caso non ci sia niente da fare, buttarlo in vacca facendo ... niente. Dormire, dormire e non fare niente. Ma se per caso mi metto a pensare ecco qua, da capo a dodici.
Io chi sono? Io cosa faccio? Cosa farò? Riuscirò a trovare quella felicità obbiettivo da raggiungere per una vita da considerarsi tale? Come posso fare? Cosa so fare?
Ma poi, i complimenti sono veri? Sono falsi? La paranoia mi distrugge.
«Perché non hai fatto il liceo? Mi raccomando però vai all'università, fai lettere.»
«Complimenti.» «Sul serio?» «Certo»
«Beh questo era solo il primo, poi mi piacerebbe che ognuno facesse il suo.»
«Che vita di merda»
«Beh, a te qualcuno per uscire la sera.»
Ed ora altre frasi in mente non mi vengono. Frasi che mi perseguitano.
La sensazione di essere un sasso incagliatosi nel corso d'acqua di un torrente diventato fiume, senza mai arrivare a valle, rimanendo lì incastrato.
Adesso sono quello che parla, che fa ridere. Parlo per non pensare o almeno penso.
Questo post di sfogo senza ne capo ne coda è arrivato alla naturale implosione, ne dovrò fare uno più organizzato. Devo rileggermi tutto del passato. Devo capire chi sono. Penso.

mercoledì 28 dicembre 2011

giovedì 17 novembre 2011

Anche se ... (si direttamente da quel brutto sito di netlog, pieno di gente che a ragione si sente meglio di me)

«Quando guardano te tutti vedono come vorrebbero essere, quando guardano me invece vedono come sono per davvero.»
La sindrome di Nixon la chiamo, quando nonostante ogni cosa tu faccia pensi di fare il meglio (e magari lo fai a volte) e dal Fato, dal Destino, dal Mondo, dagli intrecci di atomi e tutto quello che può remarvi contro ricevete solo un bel calcio in faccia. Ed è giustissimo sia ben chiaro, perché pensare di essere sempre nel giusto è pericoloso, ma non devo succedere sempre, perché solo a forza di calci poi non si parla più.
Di conseguenza c'è a chi invece va tutto bene, sempre e comunque, ed anche se fa qualcosa di errato se la cava con un sorriso. Perché se lo può permettere.
In questo ultimo periodo (e sia ben chiaro non solo questa ultima penosissima serata) mi sono messo troppo a correre dietro a qualche illusione che, in quanto tale è destinata a rimanere l'insieme di qualche immagine residua, un paio di impulsi elettrici e disperazione da noia ed socialità ai minimi termini.
Sono stato uno stupido e si la conferma, la sveglia, me l'ha data l'ultimo calcio, forse il più giusto ed il più equo. Dovrei fare come quando lo scorso fine anno sono stato "trascinato" (tra virgolette perché alla fine è stata una mia scelta, ho pagato 50 € per una serata che sapevo avrei odiato fin dall'inizio, ma pur di stare con quelli che erano amici ... bravo stronzo) in discoteca, per il 31 Dicembre più triste della mia vita ed il 1 Gennaio più noioso della stessa. Fermo immobile mentre tutti ballavano intorno a me. Sarebbe facile se non fosse per i sogni, le aspirazioni e tutto il resto, per questo è una gran fregatura, perché posso stare fermo quanto mi pare, ma la scintilla prima o poi riparte fino al prossimo calcio. Tutta questa stronzata inutile (come tante altre che ho scritto) per la prima ed ultima volta su netlog, inteso come blog. Per il resto life goes on e come quella sera mentre tutti ballavano non me ne frega un cazzo se è la fine (dell'anno).

venerdì 11 novembre 2011

Brutta cosa l'illusione.

L'illusione di essere qualcuno o qualcosa, quando non sai nemmeno chi cazzo sei davvero.
O cosa vuoi. Pare facile e invece ... Nessuna Speranza Nessuna Paura.




sabato 29 ottobre 2011

Esclamativo imperativo

[...]L'alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo. Il simpatico, l'antipatica. Lo scemo naturale, due più due fa quattro, e sveglia alle otto! Due palle anche lì, peggio di qua. Ma vuoi mettere risorgere? Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere! Risorgere!!

(Paz! - Pentothal)


mercoledì 21 settembre 2011

Ogni 21 Settembre ...

Ogni 21 Settembre, viene per ricordarmi che si, anche io sono uno stronzo, come tutti.
Ogni 22 Settembre, appena mi rendo conto di cosa non ho fatto mi sento in colpa, ma tant'è che se decidi di percorrere una strada, devi seguirla fino infondo a meno che ... non trovi il motivo di fare inversione, tornare indietro e prendere quella svolta dimenticata giorni prima.
Non scrivo questo, per dire cosa succede il 21 Settembre, ma lo scrivo per confessare per testimoniare al mondo di non considerarmi una persona migliore delle altre.
Perché magari qualcuno lo potrà pensare, ma almeno non io, non lo penso.
Siamo tutti degli infami e siamo tutti delle brave persone, sono i punti di vista, sono le azioni, sono le zone d'ombra che si formano in base all'ora, in base alla luce.
Più luce c'è, meglio stiamo tutti, ma le ombre non spariscono, al massimo finiscono dietro di noi, ma non ci abbandonano mai. A meno che non ci sia una esplosione assoluta di luce ed allora in quel caso sì che saremmo senza macchia. Ma quante sono le possibilità che tutto questo avvenga, almeno durante la nostra vita?

giovedì 15 settembre 2011

St.Anger (non servono traduzioni ... )

St. Anger

Saint Anger 'round my neck
Saint Anger 'round my neck
He never gets respect
Saint Anger 'round my neck
(You flush it out, You flush it out)
Saint Anger 'round my neck
(You flush it out, You flush it out)
He never gets respect
(You flush it out, You flush it out)
Saint Anger 'round my neck
(You flush it out, You flush it out)
He never gets respect

Fuck it all and no regrets
I hit the lights on these dark sets
I need a voice to let myself
To let myself go free
Fuck it all and fuckin' no regrets
I hit the lights on these dark sets
Medallion noose, I hang myself
Saint Anger 'round my neck

I feel my world shake
Like an earth quake
It's hard to see clear
Is it me? Is it fear?
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
(repeat all)

I want my anger to be healthy
I want my anger just for me
I need my anger not to control
I want my anger to be me
I need to set my anger free
I need to set my anger free
I need to set my anger free
I need to set my anger free

Fuck it all and no regrets
I hit the lights on these dark sets
Tie a noose or hang myself
Saint Anger 'round my neck

I feel my world shake
Like an earth quake
It's hard to see clear
Is it me? Is it fear?
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you
I'm madly in anger with you



sabato 3 settembre 2011

Nella continua ricerca ed evoluzione del personale pensiero mi accorgo che sempre più in troppi non si evolvono ... a volte io vado avanti, altri ...




Mondo Maledetto

Sto mondo è maledetto
Rimette in bocca alle persone troppo spesso le parole che hanno detto
Non dà risposte che gli ho chiesto
Ascolta l'arroganza di chi strilla e non lo legge questo testo
Cambierà presto
Me lo ripeto mentre cresco, la stessa convinzione in ogni gesto (Eh sì)
Ma ormai non basta questo, e non basta metterci sè stesso
Sto mondo a ogni cosa dà un prezzo
Capisco al volo quando posso darti il cuore
Una bilancia nel cervello, embè, ci peso le parole
Capisci? Capisci perché scrivo le mie storie?
Se sto mondo mi distrugge lascio a te le mie memorie
Ti lascio il sangue e l'amore
La voglia di sconfiggere il grigiore e dargli un tocco di colore
Ti lascio tutto, ti lascio tutto anche le prove
Che sto mondo maledetto è un paradiso se lo vuole

[Ritornello (x2)]

Ho tante cose da dirti oltre quelle che ho detto
E ce l'ho tutte qua dentro, mi battono in petto
In questo mondo maledetto sto calmo e aspetto
Il nostro momento, quello perfetto!

[Strofa - Lucci]

Sto mondo è maledetto
Più si avvicina l'uscita dal tunnel
E più sto tunnel si fa stretto
E lui, sussurra frasi nell'orecchio
E ti parla di rispetto, ma gioca a un gioco vecchio e scorretto
Se sbaglio pago pegno, ma c'ho un disegno nella testa
E insisto di nuovo, testa di legno
Io, prendo la mira e vado a segno
Quello che c'ho in mano adesso, è tutto frutto del mio impegno
Capisci quando parlo? Capisci di che parlo?
Capisci che quello che faccio mi fa stare calmo?
La differenza tra il dire ed il farlo
Prendere fiato, riuscire a sostenere qualunque sguardo
E guardo il traguardo ma, rimango fermo e solo
Mondo bastardo qua, mi tiene fermo al suolo
Ce la farò un giorno a prendere il volo
E mi porto appresso tutti, su con me in un mondo nuovo

[Ritornello (x2)]

Ho tante cose da dirti oltre quelle che ho detto
E ce l'ho tutte qua dentro, mi battono in petto
In questo mondo maledetto sto calmo e aspetto
Il nostro momento, quello perfetto!

giovedì 1 settembre 2011

Evidentemente il post 200 me lo tenevo da parte per qualcosa di speciale.

In una vera e propria giornata da montagne russe, dal sali e scendi, alla fine c'è stata la zampata finale.
Inizio una bella collaborazione (per ora in prova) con un grosso, ma davvero "grosso" sito di calcio.
Ora come ora, mentre qualche amico ha scazzato e gli altri non parlano, non salutano, passano accanto e non fanno nessun cenno, non vedono; mentre offrono finti colloqui e il mondo intorno a me si mostra sempre più delineato per quello che è (tanto nero e poca luce), ad un anno dal tentativo universitario ... ha il sapore della rivincita, lo stesso sapore del sangue, perché si per sbaglio mi sono morso la lingua, ma in silenzio non rimango e cazzo se sono felice.
«E se sta robba spigne non certo per un miracolo.»
Dritto per la mia strada, non mollando mai, cazzo se è dura, ma quanto cazzo è bello.
Il futuro non è scritto ed anche se lo fosse, sarà il mio futuro.
In culo al mondo!
Fanculo agli stronzi!
Skia!

martedì 9 agosto 2011

Peace n Love

Mi incazzo perché trovo voglia e "tempo" (eufemismo, visto che non ho niente da fare 24oresu24) solo di notte\mattina tardi-presto.
Mi incazzo perché niente di tutto quello sperato, dal sottoscritto va in quella direzione.
Mi incazzo semplicemente perché mi sento come stessi deragliando da me stesso, contemporaneamente, mi sento come troppo me stesso e di conseguenza, integralista ed ottuso nel chiudermi nelle mie idee.
Mi incazzo infine, perché potrebbe essere tutto un luogo comune da diciannovenne e questo a me non mi piace.
Insomma mi sento una testa di cazzo in tutto per tutto.
Una testa di cazzo che cerca di tirare avanti e sopravvivere in questo mondo del cavolo, invece di contribuire, se non a cambiarlo, ma almeno a farlo andare avanti.
Ma forse è così, anche se non me ne accorgo qualcosa faccio.
Forse no.
Vaffanculo a tutto Peace n Love (but the love where is?)

lunedì 21 febbraio 2011

Adesso.

Una spiaggia … il mare ecco cosa vedo.
Stavo lì lì per addomentarmi, forse e pensavo a quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho scritto qualcosa che forse era minimamente sensato. Ho pensato - Cavolo non sarebbe male se riuscissi a scrivere qualcosa- .
Ed ecco cosa è venuto fuori. Una spiaggia ed il mare. Ne più ne meno la scena finale del film che avevo finito di vedere poco fa ...
Tutto qui quello che mi viene in mente? L'ispirazione? Dove cazzo e' finita? Senza un lavoro, uno sfratto alle spalle, una nuova casa, dopo aver lasciato l'università appunto per lavorare (esperienza durata un mese), con la convinzione sempre più forte di rinnegare ogni cosa e lasciare morire ogni tipo di sogno che mi sia passato anche solo per un momento per la testa, con tutto ciò che sogno che si distrugge e con ogni speranza che va a farsi fottere, con un incazzatura che per soffocarlq preferisco letteralmente "spegnermi" per ore e ore pur di non pensare con tutto quello che nel restante tempo mi passa per la mente … l'unica cosa che mi viene in mente e' una maledettissima spiaggia con tanto di marem appena vista in un film di 30 anni fa?
Allora cazzarola c'e' qualcosa che non va.
Adesso è il 22 febbraio e non ho niente di meglio che sperare di poter sperare … di avere una ragione vera per farlo… e non solo pagare l'affitto o cavolate varie si perché saranno cose importanti, forse anzi, di sicuro lo sono … ma senza qualcosa di più che da una spinta, non si va da nessuna parte.


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martedì 25 gennaio 2011

Aprendo uno "scatolone" ...

Ho ritrovato questa frase.

"Tutti cerchiamo di guardare il sole a volte ci riusciamo.Ma poi accecati da esso aspettiamo che una nuvola lo copri per poter ammirare l'immensità del cielo"

La cosa bella? Si ok la frase è bella ... ma l'ho scritta io. Non so più quanto tempo fa' ... ma l'ho scritta io e a distanza di tempo mi piace ...

Il fatto è ... che non mi ricordo più ... non capisco ... non cosa, ma chi ... chi cavolo sono ...
Non chi sarò, ma chi sono e chi ero anche solo pochi mesi fa' ...

We are all box (Primo vero delirio notturno del 2011)

Stavo lì che camminavo, più che altro vagavo, una domanda anzi un dubbio mi è assalito insomma mi sono domandato «Come faccio a capire che sono vivo?».
Anzi ci ho ripensato subito.
«Come faccio a capire SE sono vivo?»
Ci ho riflettuto un attimo, prima ho iniziato a riflettere sul perché mi è venuta questa domanda ad importunare il mio ozio. Dopo qualche secondo ci ho rinunciato, molto più interessante cercare di rispondere alla domanda.
«Perché lo senti che sei vivo» Mi dice un pensiero.
«Beh potrebbe essere un sogno, potrebbe essere fantasia, come faccio ad essere sicuro che sono vivo? Questo potrebbe essere qualsiasi cosa, magari un sogno.»
«Se sogni, vuol dire che sei vivo.» Risponde lui.
«Si ma se fosse tutto un sogno, non ho possibilità di agire, sarei semplicemente lo spettatore di quella che tu stai chiamando vita e sinceramente non mi sembra questo il caso.»
«Magari sei finito in lungo ricordo, un sogno che ripercorre tutta la tua vita per chissà quale motivo e stai rivivendo tutte le tue scelte» Il pensiero non demorde.
«Quindi in questo preciso istante non sarei vivo giusto? Lo sarei stato, avrei vissuto un passato ma il presente?»
Rimango qualche minuto da solo.
Idea! Sono vivo per il solo fatto che sto facendo questo discorso! Si solo questo stesso pensiero è la prova della mia esistenza stessa!
«No aspetta un attimo ...»
Eccone un altro, maledetti pensieri ...
«Si è vero, stai spiegando un'idea, un pensiero ... e se tu non fossi nient'altro che questo? Un insieme di pensieri, di idee, sogni ed ideali? Potresti essere la personificazione dell'essere di qualcun'altro, tu non esisteresti in quanto persona ma in quanto personalità di qualcun altro, di una persona vera insomma.» Mi lascia sbigottito, se questo pensiero è davvero di un'altra persona, questa persona è veramente fuori dai gangheri, beh se invece fosse un mio pensiero, siamo nella norma direi ...
«No ecco, trovata la soluzione! Sono gli altri, quelli incontro nella "vita" che mi fanno capire che sono vivo. Quando si rivolgono a me, mi chiamano, in quel momento capisco che sono vivo.»

Bene, avrei potuto finire qui il mio delirio e invece no. Manca la conclusione, quella "d'autore", quella che racchiude tutto e ti fa capire quanto sia matto il tipo che ha scritto il tutto.

Perché pensandoci, noi siamo vivi tutti a prescindere.
Viviamo la nostra vita, sperando diventi un sogno, provando a realizzarlo seguendo le nostre fantasie, quando ci incontriamo e parliamo o scriviamo seguiamo i nostri ideali, i nostri pensieri ... siamo un insieme di tutto questo ... contenitori di sogni e pensieri, ricordi ed idee ...
Scatole inizialmente vuote, riempite col tempo da noi stessi e dagli altri ...

Scatole che si atteggiano a persone.
Persone che si atteggiano a scatole.



sabato 22 gennaio 2011

Corro contro il tempo per cercare di non pensare al futuro ...

... ne tanto meno al presente.
Un attimo e tutto poteva essere finito, oggi, questa notte un paio d'ore fa.
Un attimo e nemmeno te ne accorgi sei finito, è finito.
Per questo non bisogna mai dimenticarsi delle cose belle ed importanti della vita, dei nostri sogni e delle fantasie.
Bisogna fare il possibile per evitare che si confondano le cose negative con quelle positive, altrimenti rischiamo che il nostro momento sia sprecato, non sia degno della nostra vita.
Perché è nostra, dobbiamo viverla, viverla come diciamo noi, come vogliamo noi.
Poteva essere finita e invece sono qui. Magari è un illusione e ora sto allungato sul ciglio della strada. Tutti intorno a me, i sogni, le speranze e tutto il resto volati via ed io sto lì immobile.

domenica 9 gennaio 2011

Una Barda m'ha detto ... «Ti rialzi e lotti, combatti e non t'arrendi»

Tutti con un obbiettivo, tutti con la voglia di spaccare il mondo.
Anche io, ho la voglia di spaccare il mondo.
Tanti che se ne vogliono andare, forse anche io, dipende. Dipende perché vorrei, ma responsabilità ne ho tanta, ma sogni pure.
Tipo oggi, ho fatto i salti mortali avrei voluto fare qualcosa di divertente e alla fine la giornata è andata a concludersi dentro la Panda verso l'outlet e viceversa ... insomma niente di speciale ... ma di meglio non sono riuscito a dare.
Il meglio l'ho dato l'ultimo giorno di lavoro ad esempio, proprio quello che voglio evitare, dare il meglio di me stesso al lavoro tagliando fuori la vita.
«Non voglio che la mia vita diventi il lavoro, non voglio che si sovrappongano ...» ed altre parole sconnesse mi sono uscite dalla bocca, si a voce quando esprimo concetti "importanti" faccio proprio la figura del pirla.
«Ti rialzi e lotti, combatti e non t'arrendi» (più o meno, insomma il concetto è questo)
Grande consiglio, si c'hai ragione, solo questo consiglio ha dato un senso al pomeriggio che è stato rovinato dalla partita andata male, dal mio sonno e dalla mancanza di idee e forse boh ... qualche paranoia mentale che passava per la mia testa.
Un appiglio al mondo reale fuori dal lavoro. Si gli amici delle solite uscite ci sono, ma non sono qui, sono lontani, chi lavora o lavorerà, chi studia ...
Pensare che per un attimo, per cercare di dimostrare "gratitudine" (?) stavo per mandare a farsi benedire tutto. Forse era la paura dell'ignoto e mi sono aggrappato troppo forte, ma il momento è delicato, è il momento che segue alle decisioni, quello dei cambiamenti permanenti.
Oggi effettivamente il morale a conti fatti stava letteralmente sotto i tacchi, ma capite, se devo stare felice e contento mentre lavoro tutto il veleno che ho in corpo, le preoccupazioni e i dispiaceri come quando escono?
Mi dispiace, infondo ripeto oggi avrei voluto solo ridere e far ridere invece ero un vero e proprio rudere ... e ho fatto tutto all'ultimo minuto, il film che avevo detto di aver scaricato da giorni in realtà l'ho messo in download alle 11,40 di questa mattina ...
«Ti rialzi e lotti, combatti e non t'arrendi»
Ancora si, quando mi capita di sentire un concetto che mi piace (che nella testa già c'era ma non espresso così) ne vale la pena ripeterlo.
Allora facciamo due conti.
Sembra sia normale che la vita da "lavoro" si sovrapponga a quella "privata". Chi lo ha deciso?
Ieri ed oggi mi sono rialzato, non stavo anzi, non sto propriamente in forma ma ora lotto, comincio a combattere anche su questo versante. Tra una settimana quel concerto ci andrò. Costi quel che costi, lotto combatto e non mi arrendo.
Forse io sarò Nessuno, ma Nessuno come me può accettare che i suoi sogni vengano calpestati dalla vita, dalla società, dal sistema, dalla gente indegna.
Così se oggi parlando del futuro, lontano da qui, m'è presa l'amarezza pensando che è da sempre uno dei miei sogni vivere in giro essere "cittadino del mondo" lo farò!
Giustamente un altro dubbio mi si palesò sotto gli occhi.
«Si ma poi, ad un certo punto credo che sentirei il bisogno di trovare un posto dove rimanere, un posto dove stare ecco ...»
Ed ecco il secondo grande consiglio della sera «Si gira a posta, vai di posto in posto e poi vedi che lo trovi quello dove rimanere.» (Anche questo non è riportato letteralmente ma va bene così credo) Insomma trovi casa, potrei concludere.
Casa, eccoci punto di partenza. Casa, casa nuova. Casa, casa mia, casa nostra. Trasloco, affitto e bollette. Chiavi e cancelletto. Parcheggio e termosifoni ...
Poi discorsi già ripetuti, la scuola, l'università, chi può e chi non può, chi ha e chi non ha.
Solo che oggi lo dicevo in modo cupo e non arrabbiato. Santo Metal che esci dall'autoradio, infatti ad un certo punto ho alzato il volume e via.
Cupo e leggermente malinconico sto per andare a dormire.
Per me alla fine è stata una bella giornata, con il culmine nel pomeriggio peccato che non ho dato il meglio di me ... magari fra poco diventerò pesante, inutile, fastidioso da vedere ed ascoltare, un contatto su facebook da eliminare non lo so. Discorsi di un giullare incupito dalla vita, che si presta a questo gioco del cavolo.

«Ti rialzi e lotti, combatti e non t'arrendi»


Quasi dimenticavo, Good Metal Dreams \m/
(Oggi ci sta tutto)




sabato 1 gennaio 2011

...2011...sei arrivato...

È sera.Sto a Colleferro, da solo alle 20.35 del primo Gennaio 2011.Che dire come inizio promette molto bene questo nuovo anno… questo che dovrebbe essere l'anno della riscossa finale, quello dove i frutti di (oramai) 19 anni iniziano a vedersi al 100 per cento. Infondo questo 2010 non mi è dispiaciuto molto.Patente e diploma.Sogno universitario per qualche settimana e realtà del lavoro per Già…la casa dove sono cresciuto fin da quando ho memoria tra un mese la dovrò lasciare ed un nuovo capitolo della mia vita inizierà di nuovo.Altro grande evento del 2011 sarà quello del 2 Giugno.Festa della Repubblica?Manco pe' niente!Reunion dei SYSTEM OF A DOWN a Milano 70 euro di biglietto sull'unghia e vaffanculo tutto e tutti me li godrò tra l'altro insieme ai Volbeat mica cazzi!Bene una chiamata è l'amico della mitica chiacchierata su una panchina nel mezzo dell'estate in uno sfigato paesino di montagna. Sta per arrivare, la serata sta per prendere il via … credo proprio che questo telefono è un grande acquisto … dopo tanto tempo sono riuscito a scrivere quello che volevo come piace a me. Così senza filtro.


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mercoledì 29 dicembre 2010

Arriva il momento ...

In cui devi porti delle domande ed arrivi a delle risposte.
Inizio ad esserne sicuro io e il mondo non siamo in sintonia. Cosa cerco? Un appiglio qualcosa o qualcuno di reale da sentire e vedere tutti i giorni che mi tenga aggrappato alla realtà, che non mi lasci portare via dal lavoro e tutto il resto.
Poi io sono un tipo che si affeziona facilmente vero, ma solo con chi merita e con chi merita do il 150% l'ho sempre detto e sempre lo ripeterò.
Poi ecco invece si capisce male, si fraintende, si capisce altro io mi illudo, la gente si scazza e vaffanculo sono più solo di prima.
Questo no. I miei amici, quelli da sentire ogni giorno tutti i giorni non possono essere solo quelli del lavoro. Non possono essere le persone che aspettano con me il treno la mattina. All'Università una cosa del genere l'avevo messa su e andava bene. Solo che ora ... boh ... poi magari sarò io che sono impulsivo e tutto il resto ...
Poi boh, come nel 99 % dei casi non mi arrabbio, non porto rancore niente di niente ... come quello che oramai mi devo aspettare dalle persone tutte. Non mi aspetto niente perché la persone non vogliono niente ecco tutto. Ed io di spaccarmi (in senso figurato ovvio) la schiena per tutti me ne sono abbastanza rotto le scatole.
Ripeto cerco solo un appiglio per rimanere me stesso ... oramai non ho più un identità, i vestiti, il parlare, le conoscenze, i discorsi ...
Ho sempre detto di voler rimanere me stesso fino allo stremo, ma qui se nessuno mi aiuta devo davvero spararmi. Ah no! Non posso, devo lavorare, pagare l'affitto, rispettare gli impegni, sorridere ed essere sempre disponibile (da contratto).
Non chiedo la luna ... chiedo ... ciò che una volta era scontato ... Ah si ma un giorno ... se continua così mollo tutto, mando a quel paese tutto e tutti e via.
Via via da questo posto triste senza senso.
Via da queste situazioni brutte.
Via da questi malintesi del cazzo.
Al costo che la strada sia mezzo grammo di piombo, un pezzo di corda, un tram, un camion o altro chissà ...
Sono solo vaneggi questi, vaneggi di chi non vuole essere fottuto.

venerdì 24 dicembre 2010

Sono tipo le le 4 ...

... ed io sto qui ascoltando Wonderwall degli Oasis che finalmente dopo tanto tempo inizia ad avere un senso oltre l'essere solamente una bella canzone. È legata, ad una frase, un ricordo, un attimo ... «... e Wonderwall no?» di lì ad a qualche ora invece mi sono ritrovato catapultato al lavoro, il mio primo lavoro.
Camicia, cravatta, pantaloni e scarpe "eleganti".
Giubbotto, iPod e telefonino in tasca, questo non è cambiato, anzi c'è stata un'aggiunta, un portachiavi, un comunissimo portachiavi della Ceres.
Una borsa, una borsa, un cartellino con stampata la mia faccia ed una pettorina dell'ONU completano il corredo.
I progetti per il futuro, sperare in qualcosa di migliore, di bello. La felicità di aver trovato una casa. Il pensiero che se non avessi contemporaneamente iniziato a lavorare, magari sarei andato al cinema più spesso, a vedere film inutili naturalmente, ma che con la compagnia giusta diventa meglio di qualsiasi film da premio Oscar con il 3D fasullo che non si vede ...
Sperare di tornare ad un ora decente a casa, di avere abbastanza soldi al cellulare, provare a farsi dare l'orario "mattutino" per tornare prima.
L'abbonamento smagnetizzato che non viene più preso dalle macchinette della metro e la soddisfazione di essere riuscito a fare tutto da solo, senza chiedere favori a nessuno.
Passare dal vedersi al volo sul pullman per la scuola, sperando di incrociarsi al ritorno magari di sentirsi nella chat di facebook la sera che poi naturalmente si bloccherà per arrivare sentirsi sempre più spesso, forse troppo o forse meno di quanto sarebbe "meritato" o magari mi faccio solo io delle paranoie inutili ma infondo che ne so io? Fino a che si parla di musica, computer o altro va bene ... ma chi sono io, se non un tizio in camicia e cravatta che ha lasciato l'università per pagare l'affitto di una nuova casa?
Caricare l'iPod tutta la notte, sperare di prendere un treno decente.
Arrivare tardi, perdere il treno, non aver preso l'iPod, salire sull'ultimo treno, penultimo vagone, salire.
Il treno non parte, il tempo non passa.
Il giubbotto sul sedile accanto, la cravatta allargata.
Il giubbotto sul sedile, lo frugo, eccolo.
Un comunissimo portachiavi della Ceres in mano.
Lo guardo, lo fisso, appoggio la testa sul sedile, gli occhi si chiudono.
Stazione, Labico, apro gli occhi mi metto il giubbotto, le mani in tasca insieme al portachiavi.
Non c'è nessuno tanto è pure buio, ma il giorno dopo sarà meglio.
Parlare.
Parlare di giornate di scuola nelle quali invece si è andati al mare o ai go-kart, una volta.
Parlare di giornate di lavoro nelle quali invece l'evento più eccitante è far firmare un adesione da 10 € al mese ad una vecchia del 1938 davanti un Carrefour a Roma.
Parlare, voler parlare di qualcosa di bello ed eccitante, divertente che faccia piacere, non avere parole da spiaccicare, come quando sul pullman in quei pochi minuti le parole erano così tante che si e no usciva un balbettio, se usciva, poche parole e magari dette pure male.
Forse è andata bene, maledettamente bene.
Ma il mio bene non è il bene di tutti e mi dispiace.
Lotto e lotterò per me e chi mi sta intorno, non posso permettere che qualcuno a me vicino stia male e mai lo permetterò, non è giusto, non è bello.
Ora lavoro, il tempo è poco ma se mi sarà permesso darò tutto me stesso per far star meglio chi se lo merita. Sapere quanto è buio il fondo aiuta ad ammirare ancora di più quanto sia bella la luce. Io mi sono ritrovato una lampadina dentro casa per un paio di giorni e di luce ne ha fatta tanta ... davvero tanta.
Poi boh magari non ci sto più capendo niente io, a forza di fare avanti e indietro mi sono sdoppiato, io non sono più io ma sono qualcun altro. Non lo so più davvero.
Eppure ... sono qui a scrivere, non so perché, non so per chi.
So solo che è Natale e non mi frega niente, sono felice da molto prima del Natale, nonostante tutto.
Nonostante abbia mollato l'università, nonostante a volte sembra che tutto mi remi contro sono felice ... perché non vedo l'ora che arrivi che ne so capodanno ... o la settimana dopo ...
Poi se penso alla mia nuova foto su Facebook penso che sono venuto uno schifo, ma penso che quella foto è bella lo stesso perché ... perché si ...
Sono le 4 e mezza passate.
Ed ora sto pensando a quel chitarrista "il Bob Dylan de noatri" lo chiamo ogni volta che lo vedo. Sta lì alla fermata della metro dove scendo ogni giorno per andare a lavorare.
Si penso a lui e quando ho sentito delle note familiare ed erano i Pink Floyd ... "Whish you were here".
Cioè io ... non ci credo ... cioè ... ma e poi mai io ... ci avrei mai pensato davvero ... tutto è ... è ... è ... bello.
Anche il mondo sembra meno cattivo, quando so di avere dietro quel portachiavi.


So, so you think you can tell Heaven from Hell, blue skies from pain.
Can you tell a green field from a cold steel rail? A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you to trade your heroes for ghosts? Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze? Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year,
Running over the same old ground. What have you found? The same old fears.
Wish you were here.

Questo il testo. La musica è solo il contorno.

Feliz Navidad ho detto e non l'ho cercato su google, lo sapevo !
Pensate che non so come si dice in tedesco ...
Ed ora boh io vado ... vado a dormire, vado a sognare, perché finalmente posso, ci riesco ... c'è un perché a tutto, c'è un motivo, so perché tornare a casa so per chi e per cosa sperare.
Oppure no, sono solo uno scemo, vado di qua e di là, parlo di questo e di quello ma alla fine è tutto un mio viaggio un mio "trip". Che parolone, certo che se fosse vero è forse il più bel viaggio della mia vita. Spero anche che sia il più lungo e senza soste.