giovedì 14 ottobre 2010

Dolore, piacere. Sublime.

Infinito, buio, paura.
Paura, buio, muro.
Muro, paura, infinito.
Non vita, spettatore, osservatore terza persona, non prima ... non me, fuori non io.
Esperienza, andata e ritorno. Fine.
Viaggio lungo, viaggio corto. Continuo.
Ciclo, non fine, ripetizione.
Così va la vita? Non so.

martedì 12 ottobre 2010

Go ... and Go ...

Una moltitudine, centinaia e centinaia di corpi estranei. Molti estranei del tutto tra di loro. Quasi tutti estranei da me.
Tanto per tagliare corto, il nulla contro il tutto, l'alfa contro l'omega, lo yin contro lo yang e tutte queste belle cavolo di possibili contrapposizioni che vogliono sapere tanto di filosofico ma che alla fine sono solo frasi fatte e io non mi voglio ridurre a questo.
Inizia a mancarmi non l'ispirazione, che poi ispirazione cos'è mai? Qualcosa di inutile, se vuoi fare qualcosa la fai, tanto più una cosa come (ad esempio) lo scrivere che l'uomo fa da tanto, tanto tempo, il fatto è semplicemente che cosa si scrive, di solito si vogliono esprimere idee, sentimenti e giù di lì insomma di solito si vuole esprimere qualcosa che si ha dentro. Da questo, punto di vista inizio a sentirmi arido, insomma, sempre gli stessi pensieri, la musica, anche quella, forse boh, sono io ma credo di avere bisogno di qualcosa di nuovo:

Vado via in balia degli elementi
mi serve aiuto al volo ma gli amici sono lenti
l'hip hop è lento, il rock è lento
ora ho bisogno di uno stimolo violento
cammino a stento non vedo e non sento
al momento sono perso nel vento
mi accontento di quello che ho dentro
non ho altra scelta anche riflettendoci
[...]Contaci adesso io per me stesso
si fotta il passato e si porti via anche il resto
sono fin troppo onesto, non sono fatto per stare nel vostro contesto

Ah se l'avessi scritta io una cosa del genere, non l'ho fatto, ma mi ispira spesso, quando ho bisogno alcune parti di questa canzone le ripeto come un vero e proprio mantra che dire ... quella canzone è verità pura e io la verità pura se pure a volte spietata l'adoro se posta nel modo giusto ancora di più. Dovrei scrivere per intero questo testo, visto che in rete non sembra sia disponibile.
Tutta questa sensazione di "piccolezza" da dove viene? Se non dalla mia prima settimana d'università da dove?
Il senso di perdita di identità è gigantesco. Ora non sei più lo studentello del tecnico, non tiri più a campare, tutto quello che hai costruito negli anni è azzerato.
Dal canto mio è un dramma, oramai per me che insomma non sono mai stato tradizionalmente con un largo giro di amici, mi ero messo su qualcosa di bello.
Ora? Ora tutto questo si sta sgretolando sta scomparendo, sempre perché come sempre mi piace fare di testa mia, giustamente. Beh meno male che nel frattempo in un modo o nell'altro un'ancora di salvataggio l'ho trovata oppure l'ancora ha trovato me, oppure mi è semplicemente caduta in testa, ma almeno non passo più le giornate universitarie nella più totale solitudine ed inesistenza, anche perché senza interazione, facendo tutto in modo ai limiti della meccanicità, davvero inizierei a credere di non esistere ... che rottura, dopo tanto tempo ero riuscito ad essere quasi sicuro di esistere ... presente "The Truman Show" ?
Altra cosa, altra nozione, nuova cosa che ho avuto la certezza di accertare è la seguente: Non sono il solo.
Ma va'? Si infatti me lo dico da solo, l'ho sempre saputo, ma così ho avuto la conferma definitiva che il mondo è pieno di problemi, c'è chi ne ha di più, chi di meno. Ma tutti abbiamo dei problemi più o meno gravi, ma che per chi li vive in prima persona sono solamente problemi non hanno una "priorità" solo per chi è esterno al problema, bisogna sapersi immedesimare capire, ascoltare e quando serve, parlare.
Oggettivamente io a breve termine ho almeno un paio di grosse gatte da pelare, ma se solo mi facessi trasportare dall'onda delle emozioni, sarebbe una tragedia, finirei come mia madre, che si in questi giorni l'ho vista a pezzi.
Pezzo di ghiaccio, mi chiama a volte, ma che ci posso fare se nessuno non mantiene il controllo, la nave va persa, qui siamo in due che dovrei fare? Poi certo la notte faccio i conti con tutto ed eccomi lì che non dormo.
Mah ... questo post alla fine non ha niente di speciale, solo il racconto, di un tizio qualsiasi che sta andando all'università che ha qualche problema, che si sta scontrando duramente contro la realtà della vita, che già conosceva ma che ora è grande, grossa e fa ancora più paura.
Bah ... proviamo a dormire ...i

giovedì 7 ottobre 2010

When stop became start

Quando si fa così tardi e sto qui, per scrivere in ore tanto tarde a volte penso: «Ehi sono solo!»
Ma poi mi rispondo: «Ah no ci sono io»
Si io, me stesso, perché me stesso alla fine è ciò di cui ho bisogno, me stesso e quando lo sono nemmeno il più grande degli tsunami "emotivi" possono buttarmi giù, tanto più non mi faccio fregare da reazioni chimiche e quant'altro. Solo che delle volte ho bisogno, si bisogno di fermarmi di smetterla di fare "l'illuminista" e scaricare tutto stare male come non mai, per due o tre giorni che di solito bastano e subito dopo eccomi qua di nuovo pronto a prendere a calci nel culo la Vita e lottare per non subire la stessa sorte.
Ah si, quando sto sottoterra a livello "emotivo" sono molto più "poetico" (ahah) bah, giudizi personali, io quando sto in quello stato e scrivo certe cose non ne vado tanto fiero, certo scrivo per sfogare, scrivo per me, scrivo perché ne ho voglia e bisogno ma mica mi piacciono tanto.
Preferisco volare col pensiero, immaginare situazioni fuori da ogni possibile razionalità inserite nella realtà dei fatti e tanto altro ancora.
Una ragione per tutto, basta trovare quella, "darsi" una ragione per fare qualcosa e vedrete che sarà tutto migliore.
Scrivo cose che non mi piacciono a volte perché ne ho bisogno.
Scrivo perché ne ho bisogno.
Scrivo perché forse mi piace.
Scrivo per me.
Vado all'università, continuo vado avanti per sovvertire quella parola, quella scritta a caratteri cubitali nel mio DNA - FALLIMENTO - . Questa volta sarà il destino avverso a fallire, forse non mi laureerò, non sarò "dottore" ma ci vado, ci provo, lotto non mi faccio trascinare è tutta la vita che combatto tante cose scritte dentro di me, contro di me, per me e di certo non voglio fermarmi adesso che sono nel momento di massimo potere decisionale sulla mia vita.
Ho appena finito le superiori, vado all'università, sono abbastanza intelligente da capire un buon numero di cose ed evitarne altre.
No, farmi fregare non ci sto, tanto meno fregarmi da solo buttandomi giù.
Riassestamento, ogni tanto ci vuole in tutto per tutti, ma poi fate come me, partite al massimo della potenza, rimanete in prima, si la velocità non sarà tanta, rischierete di bruciare tutto ma nemmeno le salite più aspre vi saranno d'intralcio.
Se poi vi fate accompagnare dalla musica giusta tanto meglio.
Non ho mai smesso di lottare, forse mai finirò, ogni tanto una pausa di riflessione e si riparte, mattone per mattone, martellata per martellata, pugno per pugno il muro lo butto giù, il muro del non essere, del non esistere. Perché io come sono vivo voglio anche essere. Respirare soltanto non mi interessa.

martedì 5 ottobre 2010

Come da classico.

Eh si quando pensavo di aver toccato il fondo come da classico pum mi si è sfondato il pavimento sotto i piedi.
I problemi sono di diversa natura e diversa soluzione.
Dammi una mano a sfogarmi e poi a chiarirmi le idee.


lunedì 4 ottobre 2010

Sinceramente come sempre, cercando un raggio ... di luce (Beh che v'aspettavate?)

Sfogo i pensieri, i timori e le paure attraverso le parole questo forse è il mio problema.
Certo meglio così che tenersi sempre tutto dentro, ma sapete quante volte mi chiedo "Cose semplici e banali, perché non penso a loro?". Vivrei sicuramente in modo più tranquillo invece così con il mio modo di fare, di pensare, di scrivere ... mattone dopo mattone creo nient'altro che gigantesche fortezze, fortezze forse di sabbia, che ogni tanto crollano, ma non tanto per un problema di fondamenta, ma semplicemente perché ho voluto troppo. Forse.
Se dai il massimo nessun obbiettivo sarà irraggiungibile, si dice, leggo, non so se io fin'ora l'ho fatto ma di sicuro, per ora è tutto quello che ho.
I pensieri, sono attimi sono impulsi elettrici che ci scorrono dentro, io non faccio eccezione naturalmente ed il problema è che a volte li intercetto, li blocco e li devo per forza "espellere".
Come faccio? Scrivo, scrivo qui, per ora e per mia sfortuna non so fare altro che dire tutto quel che mi passa per la mente. Lo so forse faccio solo casini.
Mi sento a volte come un muratore che sta costruendo una casa da solo, dov'è finito l'architetto?
Nel senso che vado a ruota libera a volte come se non avessi punti di riferimento, anche se uno credo di averlo, ma ... beh sempre in prospettiva futura e con il futuro sconosciuto provo a prepararmi a quando un giorno sarò davvero senza riferimento. Quel giorno che farò non scriverò più? Cavolo oramai è diventata la cosa principale che so fare, quello che sto passando in questi giorni è propedeutico da oggi a chissà quale giorno potrei non avere più tutto questo che per me è fondamentale, per scrivere (non vorrei esagerare dicendo anche per esistere, esistiamo solo se qualcuno ce ne dà la possibilità ed è così per me), dall'oggi al domani potrei finire nella grande soffitta del passato e l'idea non mi piace per niente, mi mette addosso quella paura che odio.
Sbaglierò, forse, c'è un però. Questo però dice questo, dice che se mi fossi accontentato di cose semplici e banali, sarei davvero solo, non sarei chi sono, non sarei chi vorrei diventare.
I pensieri sono attimi, le parole secondi, il problema è dopo quando si legge, quando si ascolta e quando in seguito si rimane da soli a pensare su tutto ciò. Lo so, me ne rendo conto.

La sicurezza ha un ventre tenero,
Ma è un demonio steso fra di noi.
Ti manca e quindi puoi non crederlo,
Ma io non mi sentivo libero.
E non è dolce essere unici,
Ma se hai un proiettile ti libero.

Oggi infondo, sono stato molto meglio di ieri, la mia paura è che sia per la presenza dell'assenza ... del riferimento ... il mio (egoisticamente scusate) unico riferimento. Perché quest'assenza, odierna chissà perché, chissà percome nemmeno vorrei saperlo (ma tanto la curiosità mi abbatterà come sempre) se pure mi ha fatto stare "meglio" (che poi meglio di cosa? Meglio di ieri e l'altro ieri sarei stato anche sotto tortura al centro dell'inferno) non ... cioè ... non ...
mi ha fatto piacere, forse non è proprio quello "il pensiero" che volevo tirare fuori ma tant'è quello è uscito questo vi tenete.
Scusate se negli ultimi giorni ho creato un universo parallelo, cercherò di tornare a pensare a tutti gli altri e smettere di pensare per me. Perché come ci sono arrivato qui, posso continuare, ma se devo farlo a spese d'altri scusate preferisco rimanere a piedi ...

Who'll be the last to die for a mistake
The last to die for a mistake
Whose blood will spill, whose heart will break
Who'll be the last to die for a mistake

Da cosa nasce quella mia paura? Dal fatto di non essere mai arrivato a tanto, di avere tanto in così tanto poco tempo rispetto a tanto altro e anche questo "tanto altro" è sempre andato a farsi benedire, ma in quei casi non me ne fregava niente.
Sarà che fin da piccolo, ero già "più grande" come ragionamenti (ahimè ve lo posso confermare nero su bianco) e anche ora che mi affaccio all'età dei grandi, dopo che solo di sfuggita ho visto cosa potesse essere la vita che avrei potuto ...
Ehi i problemi sono tanti, non ci posso fare nulla, di sicuro non sono l'unico.
Ma almeno, almeno qui, mi posso sfogare. Almeno questo.

Ma va là, convivendo comunque con un pizzico di paura ...

Oggi stavo facendo un test all'università e stavo bene.
Ora sto qui sto leggermente peggio ma pur sempre bene.
Evidentemente ogni tanto devo liberare ciò che di me rimane nascosto in profondità.
Due giorni di follia e disordine dovrebbero essere una consuetudine per tutti.
Il rischio di ricominciare tutto da capo c'è, ma almeno ora almeno per un po' se tutto va bene, starò altrettanto.
Però penso anche un altra cosa, vaffanculo follia.

domenica 3 ottobre 2010

Se fossi stato, se avessi, se non ... Ripensando, scavando, applaudendo.

Una notte. Notte insonne, paura. Giorno seguente realizzazione quantomeno a "lungo termine" o distanza temporale delle paure.
Notte seguente, stessa cosa giornata appena di seguito stessa cosa, solo più diretta e immediata.
Terza notte? Sto scrivendo alle 2 di notte qui sopra, mi ero accomodato nel letto ore addietro, per cercare di dormire, sperando di non incorrere in sogni, in incubi, volevo solo immergermi nel nulla farmene circondare, sperando che la "stanchezza" mi mettesse subito fuorigioco. Sono le 2 di notte e sto qui come pensiate sia andata?
Ho il terrore di ciò che potrà accadere dal sorgere del sole in poi.
Sono andato alla ricerca, di dove è iniziato tutto e l'ho trovato.
Si parlava addirittura di balocchi natalizi, cosa che poi feci a modo mio.
Guarda caso, da qualche giorno quello stesso "pensiero" stampato, che avevo anche io nella mia cameretta si era staccato, segni del destino.
Lì in quel antico post tanto più dietro quel pensiero colorato, balocco natalizio, stampa d'arredamento con tanto di "dedica e messaggio" c'erano scritte più meno le stesse cose. Frasi piene di incertezza e paura.
Per il futuro. Quel futuro è questo preciso momento, forse, come lo sono tutti quelli in avvenire chissà.
Evoluzione o implosione, credo siano le possibili soluzioni, come infondo per l'umanità intera, o ci evolviamo o tutta la nostra civiltà imploderà su se stessa e non ci saranno macerie da ricostruire, sarà la fine punto.
Certo che se quando mi sono messo su questa strada, avessi saputo quello che ho passato (varie volte), che sto passando adesso e che in un modo o nell'altro passerò di nuovo non so se l'avrei fatto. Ero tanto speranzoso, ero forse accecato da quella sensazione di benessere tanto da diventarne perennemente dipendente. Di sicuro quello che sono oggi dipende molto da quello che è accaduto tutti quei mesi addietro. Nel bene o nel male.
Usavo le parole di Neruda ora posso usare benissimo le mie.
Quando col tempo ho preso coscienza di ciò che veramente sarebbe stato era comunque troppo tardi tutt'ora lo è ma sono riuscito ad andare avanti, forse potrei riuscirci ancora, ma ogni tanto, proprio perché preso troppo tardi succede questo. Vado in panne tutto mi si materializza davanti e tutto mi scappa dal controllo. Me ne sarei dovuto accorgere prima? Prima di quando? Come facevo? Nello stesso momento in cui tutto iniziava era già troppo tardi.
Poi successe questo, mentre prendevo coscienza, della situazione reale feci quella "promessa" a me stesso.
Era quando io mi ero oramai ritrovato ed invece qualcun altro aveva bisogno di me e subito dopo chiuso il mio telefono, dopo un paio di risate, fissando fuori dalla finestra ma dentro di me promisi questo.
Promisi di esserci sempre nonostante tutto e 'sti cavoli di me. Esserci sempre come sostegno pronto. Nonostante tutto, nonostante me. Ancora oggi tutto questo vale e se ne avrò la forza varrà per sempre. In caso contrario dovrei cancellare tutto. Quando dico tutto è tutto non ci sono vie di mezzo, questo stesso blog sarebbe a rischio, dovrei valutare bene.
Non ho mai vissuto tanto tempo nell'illusione, rimanendo rapito dalla stessa idea di illusione, ma poi capitano questi momenti, questi periodi che vorrei cancellare tutto, sono un disilluso. Come si fa a combattere un disilluso?
Provai a scappare da tutto, ma evidentemente, la mia promessa ha funzionato anche troppo bene.
La sensazione è esattamente quella di essere stato preso (scusate il termine) per il culo. Sfruttato utilizzato e manipolato, non so' da chi o da cosa. Come sempre sarà stata di sicuro tutta colpa mia, ovvio.
Come potrei incolpare qualsiasi altra persona o "entità" ? Se è vero che sono stato risucchiato in tutto questo è pur vero che non mi è dispiaciuto per niente, anzi, solo che ora mi sento annegare. Soffocato.
Prima, mentre cercavo di prendere sonno ho avuto dei "colpi di tosse" mi capita ogni tanto, di quelli che ti lasciano quasi senza fiato sapete cosa ho pensato? Ho pensato "c'ero quasi riuscito" ho ripreso fiato e mi sono rimesso a cercare di dormire. Capite? Come posso solo pensare d'essere arrivato a tanto?
Rimanere senza fiato, come se non mi fosse già successo altre volte. Che fossi un clandestino in questa vita l'ho sempre detto e l'ho sempre saputo ma addirittura farmi passare tutto questo, perché? Ecco la spiegazione a qualcuno dei mille perché di ieri.
Perché sapendo che sarebbe successo tutto questo mi ci sono buttato dentro?
Perché lo scrissi in quel post, in quella dedica e continuai imperterrito nel mio avanzamento verso questo momento?
Perché succede tutto questo?
Perché non mi accontentai di rimanere quel che ero?
Perché da tutto quello che conosco, ho conosciuto e conoscerò in seguito questo sembra tanto differente da non permettermi di vivere come avevo sempre fatto?
Perché scrivo? Perché ho paura? Perché ho questi incubi? Perché se non dormo non penso ad altro che proprio a quell'incubi? Perché se non sono incubi sono sogni? Perché non c'è una via di mezzo?
Perché a differenza del passato, vedo tutto così in certo?
Perché il futuro immediato ora mi fa tanta paura mentre prima non era un problema?
Perché non mi sento adeguato? Perché a volte mi pento di essere me stesso?
Perché a volte maledico d'essere così? Perché ho rimpianto scelte che prima non avevo mai nemmeno riconsiderato?
Perché è tutto tanto complicato? Perché la sola idea di stare senza tutto questo non mi fa dormire?
Perché a me? Perché così?
Perché è stato possibile tutto questo? Perché questo legame tanto forte?
Perché penso che anche tutto questo post sia solo inutile?
Perché mi sento inutile, nonostante nella realtà risulto "utile"?
Perché vorrei essere qualcun altro? Perché vorrei essere qualcun altro? Perché vorrei essere diverso?
Perché sono fatto in questo modo?
Perché si insiste col dire che merito certi complimenti, tanta stima, a volte affetto?
Perché dubito di tutto? Perché dubito anche di questo? Perché dubito di me?
Perché mi sento stupido?
Perché alla fine dei conti quello che "immagino" si realizza? Perché quello che vedo si realizza?
Perché quando avevo l'opportunità non ho chiuso tutto ma invece ho continuato?
Perché sono tanto scemo da credere che importi a qualcuno di tutto questo per davvero?
Perché sono tanto scemo da credere che a qualcuno importi di me sul serio?
Perché non riesco ad arrabbiarmi?
Perché nonostante tutto preferirei continuare a soffrire?
Perché ho paura di diventare qualcosa che non voglio diventare?
Perché ciò che mi fa "sorridere" mi fa anche "non sorridere"?
Una risposta a tutti quei perché potrebbe essere che quel giorno di mesi e mesi fa tutt'oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita. Anzi lo è.
Il tutto poi che ci crediate o no il tempo di scrivere una parola sullo schermo, di una smorfia, di una frase, di un click, di un saluto o di un sorriso.
Che cavolo di spettacolo che è tutto questo, lo vedete? In un attimo possiamo rimanere fregati e in un altro possiamo distruggere tutto. Non è melanconicamente ed ironicamente bellissimo?
Visto che ho fatto lo stesso le 3? Le 3 e 19 in questo momento, te l'avevo detto.
Fin dall'inizio, come dicevo, seppure non ero cosciente di ciò che mi aspettava, avevo visto che sarei arrivato a questo punto e avevo anche visto non una, non due, ma tre conclusioni differenti. Che poi conclusioni non sono diciamo strade. Solo che sono arrivato fino lì per ora, una volta imboccata una delle tre, potrò vedere oltre forse e chissà cosa ci sarà.
Oh, almeno ad una cosa questo post è stato utile, a farmi star meglio, non in modo definitivo, ma almeno fino al pomeriggio credo ... forse non dormirò lo stesso ma almeno un po' più a cuor leggero. Mi sento leggermente sfogato. Ma ce n'è ancora ... poveri voi.
Povero me.

Ho solo voglia ...

... di dormire, non voglio sognare, perché già so che diverrà tutto un incubo e poi svegliarmi.

La vita grigia e insulsa è molto meglio.