venerdì 5 ottobre 2012

Root

Lo vedi che allora avevo ragione?
Se uno nasce merda, muore merda e la gente è merda c'è poco da fare, non si cambia con poche parole.
Appena abbassi la guardia, ti fregano, ti distruggono, ti fottono.
Cerchi di fare cosa è giusto, perché è bello stare insieme, condividere ... si d'estate quando siamo tutti felici. Poi torna l'inverno. Ah, l'inverno, il vecchio e freddo inverno umano.

Sono circondato ... e di che te fidi?

Per quelli come me?

Nah.

martedì 2 ottobre 2012

Da capo a dodici

Dovevo aspettarmelo, sapevo che prima o poi sarebbe successo, certo un po' me la sono cercata ... ma uno non può pensare una cosa che succede? Ieri ho pensato tanto. Oggi pure, ho anche corso, buio di corsa non volevo pensare. Capire, ammettere è difficile. Ed ora? Niente bisogna capire. Devo capire.
Ma perché? Già la domanda è perché? Come?
Aiuto? Aiuto a chi? Auto-implosione, è un classico.
Casca il mondo, casca la terra.
Tante cose, ora non riesco a scrivere, troppe cose.
Paura.
Di perdere, fallire e della delusione, ancora una volta. Troppe delusioni.
Facile chiedere risposte alle domande che non fai.

sabato 29 settembre 2012

venerdì 28 settembre 2012

Awareness

Ritorno nel luogo dei delitti,
Corto metraggio stroncato
Serata strana, nuove e vecchie conoscenze.
Il tempo passa, va solo avanti.
Agrodolce, ma per ora pensavo peggio.
Passi avanti, passi indietro, insomma passi.
Cazzo la felpa al contrario, Colombo è morto.
Passato e futuro, il presente non esiste.
Quello che era, quello che non era e quello che non c'è.
Pensieri sparsi in unico grande tunnel dove è passato di tutto, era tanto tempo che non succedeva, come dormire ma ad occhi aperti, cosciente di quello che sta succedendo. Potrebbe essere una serata da buttare, sotto un certo punto di vista, ma da un altro mi piace, mi fa bene facendomi sentire quella sensazione di nullità.  Se sei nullo nessuno pu ... no aspe' si sono spostati, mi chiamano. È andata così

mercoledì 26 settembre 2012

Punto penso

Sto arrivando alla fase della crisi di identità, ci ballo il valzer da tempo e la sento sempre più vicina della serie "Fare tante cose per fare niente".
Ah si, ho fatto un cortometraggio, ne ho scritto la storia ho seguito le riprese ed il montaggio ma ecco ho paura che non venga capito, che la storia le sensazioni che volevo trasmettere non vengano capite.
Non voglio che alla fine sia stato solo un gioco.
Perché io cazzo ci ho messo tutto, pure un pezzo d'anima se questa c'è, un bel pezzo di cuore e di vita ci sono di sicuro.
La sceneggiatura per trequarti sono cose che mi sono capitate, in metà dei luoghi mi è successo qualcosa, molte scene le ho pensate in quei posti così come fossero azioni che avrei potuto fare in quel momento.
Si, ho corso subito dopo un colloquio ed ero senza fiato. Qualche giorno dopo scrissi qualcosa su quell'avvenimento sul blocco note originariamente designato all'università, ancora oggi ci sono i vecchi appunti di quella materia del quale non ricordo più il nome.
Sogni su sogni ammucchiati e mandati a fuoco dalla vita, dalle scelte, dalle parole ... certo avessi avuto più tempo, meno fretta avrei potuto girarlo meglio ad esempio ma alla fine no, non l'ho fatto e allora la colpa sarà solo mia se alcune cose non verranno trasmesse. Se in una scena che doveva trasmettere ansia e lentezza c'è una musica di sottofondo invece del respiro affannato di quel citofono del protagonista (e si che l'avrei dovuto fare io, così almeno mi sarei schifato su tutta la linea) è colpa mia, perché mentre lo montavamo davanti a quel iMac da 1Gb (ripeto, 1 GIGABYTE per montare un video in 1080i) del cavolo potevo impormi ma alla fine no. Certo come per l'esportazione video, "no facciamolo così è meglio" "ma guarda non vorrei rischiare l'incompatibilità" ed infatti ho avuto ragione.
Certo che la ragione è dei fessi, ed io, non ho mai nascosto di essere un benamato fesso.
"Ma la scena non si capisce" "Dobbiamo ridoppiarla, ora subito" come se io non avessi mandato la sceneggiatura con abbastanza anticipo per fare tutto con calma.
Si insomma ora mi dovevo un po' sfogare.
Era il 18 Aprile 2012, andavamo in pizzeria e mi becco la proposta per fare la sceneggiatura, apriti cielo, raccontare una storia. Una mia storia nemmeno fosse passato babbo natale, non vedevo l'ora.
Poi però, la sensazione di essere "la prova", la bozza per altri progetti magari fatti con più calma e maggiore attenzione.
Sento di aver buttato nel macero quel poco di buono che ero riuscito a salvare dalla merda passata negli ultimi anni.
Volevo andare all'università, per studiare e conoscere ma è andata.
Volevo trovare un lavoro per essere utile, ma niente.
Volevo trovare un lavoro per mandare tutto a fuoco, manco a dirlo.
Volevo andare, ma sono rimasto.
Ora ho paura a pensare nuove storie da raccontare, non voglio raccontarle per poi farle fraintendere ed è probabilmente il dramma di ogni scrittore\sceneggiatore. Ma io non lo sono, io sono un cavolo di sfigato ripara computer, con tutti i difetti del caso ed i luoghi comuni, tranne la matematica, si perché sono sempre stato un pippa in matematica. Varie cose nel tempo sono andate a puttane ed io stesso non faccio eccezione. Ho fatto cose che mai avrei pensato ed ho pensato cose che forse non farò mai.
Devo ammetterlo però, l'andare avanti giorno per giorno programmandolo aiuta tanto ed in caso non ci sia niente da fare, buttarlo in vacca facendo ... niente. Dormire, dormire e non fare niente. Ma se per caso mi metto a pensare ecco qua, da capo a dodici.
Io chi sono? Io cosa faccio? Cosa farò? Riuscirò a trovare quella felicità obbiettivo da raggiungere per una vita da considerarsi tale? Come posso fare? Cosa so fare?
Ma poi, i complimenti sono veri? Sono falsi? La paranoia mi distrugge.
«Perché non hai fatto il liceo? Mi raccomando però vai all'università, fai lettere.»
«Complimenti.» «Sul serio?» «Certo»
«Beh questo era solo il primo, poi mi piacerebbe che ognuno facesse il suo.»
«Che vita di merda»
«Beh, a te qualcuno per uscire la sera.»
Ed ora altre frasi in mente non mi vengono. Frasi che mi perseguitano.
La sensazione di essere un sasso incagliatosi nel corso d'acqua di un torrente diventato fiume, senza mai arrivare a valle, rimanendo lì incastrato.
Adesso sono quello che parla, che fa ridere. Parlo per non pensare o almeno penso.
Questo post di sfogo senza ne capo ne coda è arrivato alla naturale implosione, ne dovrò fare uno più organizzato. Devo rileggermi tutto del passato. Devo capire chi sono. Penso.

giovedì 6 settembre 2012

Ansia

Paura
Rabbia
Paranoia
Ansia
Paura
Paura
Rabbia
Tristezza
Rabbia
Paura
Paura
.....
.......
..........
.............
..........
......
.............
.........

«No, no, ma siete stati bravi»
«Complimenti!» «Bravo!»
«Intanto, ci siamo divertiti!»
«Tu l'hai mai visto Coscienza?»
«Va bene così»

... e famosela anda' bene così
... me la devo fa' anda' bene così
180412
18412
1otto4dodici

Volevo solo raccontare una storia, una buona storia. Una bella storia.

Solo il buio, tutto buio. Ancora una volta.

mercoledì 15 agosto 2012

52 Giorni o poco più

C'era il Gods of Metal.
C'era Ozzy, Slash, Geezer Butler e Zakk Wylde.
C'erano pure gli Opeth, gli August Burns Red, DevilDriver e tanta altra gente.
C'era ad esempio un vecchio metallaro con cui ho attaccato a parlare, Metallica e Springsteen subito dopo calcio, Lazio e Juve, pare fosse di Torino.
C'è stata pure una ragazza, mora vestita tutta di nero che stava vicino ad uno sembrava il fratello più giovane ma boh, questa mentre suonavano i Lamb of God e mi vide si mise a ballare davanti a me e ogni tanto mi riguardava. Ed io vedendo il tizio accanto non sapendo chi fosse me ne andai. C'è che forse sono stato un fesso.
Nel frattempo c'era una partita, Italia - Inghilterra arrivata fino ai rigori, poi metropolitana e rigori visti da l'iPhone di un ragazzo che stava con la sua ragazza o almeno una che gli piaceva palesemente ed io sudato come mai che guardavo l'evento.
I festeggiamenti di tutto il treno.
Scalo da Duomo per Milano Centrale, arriva il treno e mentre qualcuno sventolava le bandiere, si mise a suonare.
Il solito McDonald's.
C'è stato pure il barbone senza barba e senza capelli, ma pure senza scarpe, francese che si sentiva milanese anche se per lui la città più bella del mondo era Roma e tifava la roma. 
Non credo ci abbia capito molto.
C'era pure il night chiuso lì vicino.
Un pullman da prendere dalle 3 in poi, proprio quando il tizio franco-romanista mi invitò a stare nella sua "porzione" di giardino, me ne andai subito.
Aeroporto, l'attesa.
Un libro (ancora da finire) fisherman friends e poi (molto più in là) l'imbarco per il ritorno.
I complimenti del tizio al metal detector (credo per la maglietta dei metallica) e tanto altro ancora.
Le continue cadute in uno stato comatoso con vari risvegli durante i viaggi (aereo, pullman, treno) la pizza con le patate e la cola spuzzita made in conad il ritorno a piedi fino a casa e la dormita per un giorno e mezzo.









domenica 5 agosto 2012

GtB- Più o meno insomma

Addirittura complimenti, posso dire di essere stato fermato per strada per qualcosa scritto, creato e pensato da me medesimo. Pare che piace. Nome in codice "Gtb-Annamo a cazzeggia' in Brasile", ora non so' quanto tempo è passato dalla richiesta di mettere su tale delirio scritto alla effettiva accettazione dell'idea e di tutto il resto. Ma, a quanto pare, piace e non è niente di scontato.
Le premesse sono buone ed io, sono carico (e si, forse anche troppo) ma finalmente riesco a fare qualcosa di "importante", di "grande" che non sia far ripartire un cazzo di computer.
È qualcosa di nuovo, un nuovo inizio, uno dei tanti, sto facendo qualcosa, ho fatto qualcosa che ... sembra mi piaccia. Sempre meglio di non fare un cazzo.
Male che va' c'ho provato.

sabato 23 giugno 2012

Pre Ozzy - GodsOfMetal 2012

« ... e come mai ogni tanto te prende così?»
«Perché la Mattata!»

Non è quello. Mi piace la musica e cazzo a certi concerti da solo o no ci devo andare. Amen.